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Contratto unico, precari e ammortizzatori nella riforma lavoro Fornero-Monti

I punti della riforma lavoro: mai tassi di disoccupazione così alti come ora



E’ la piaga del nostro tempo, la disoccupazione, e i dati svelati ieri ne accentuano la situazione allarmante: i disoccupati in Italia a dicembre erano 2,243 milioni, il valore maggiore da gennaio 2004. Grave la situazione per i giovani: uno su tre sta a casa.

Non era mai accaduto, sottolinea l'Istat, che il tasso di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni si attestasse su questi livelli. Nelle grandi imprese calano occupati e retribuzioni mentre aumenta il ricorso alla Cig. “La disoccupazione è la mia principale preoccupazione” afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. “Vorrei che la gente lavorasse.

La riforma del mercato del lavoro la pensiamo per aumentare l'occupazione. I giovani e le donne hanno poco lavoro. Noi ci impegniamo nella direzione di aumentare l'occupazione”. L'obiettivo è preparare la riforma  del lavoro entro febbraio e vararla già a marzo, modificando forme contrattuali e regole di assunzione.

La moltitudine delle forme contrattuali attualmente esistenti potrebbe essere superata con il cosiddetto Cui, contratto unico di inserimento, che prevede una fase di ingresso, di durata fino a tre anni (senza applicazione dell'articolo 18) e una successiva fase di stabilità, in cui il lavoratore potrà usufruire di tutte le tutele che ad oggi sono riservate ai contratti a tempo indeterminato.

Oltre alla semplificazione delle forme contrattuali, previste anche formazione, flessibilità e ammortizzatori sociali. Secondo il presidente Monti, “Per creare occupazione occorre che produrre qui diventi una cosa più competitiva. Per questo è necessario che la protezione delle persone nel mercato del lavoro non diminuisca, ma diventi più equilibrata: meno concentrata sul singolo posto di lavoro e più sul singolo lavoratore”. La priorità, per i sindacati, è quella di affrontare il nodo dei precari.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il