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Prestiti online 2012: taeg e costi nascosti a cui prestare attenzione

I costi da considerare al momento della richiesta di un prestito: le informazioni web a volte sono molto poco chiare



Sono ancora tante le famiglie italiane che, nonostante il calo della richiesta dei prestiti personali che intimoriscono soprattutto per i tassi applicati che potrebbero pesare come scure sui clienti, continuano a chiederli per esigenze di liquidità. I tassi sono saliti alle stelle e, per esempio, per avere 15 mila euro da restituire in 75 mesi, una famiglia può arrivare a spendere fino a 6.155 euro fra interessi, commissioni e assicurazione, che sarebbero 751 euro in più rispetto a quattro mesi fa.

Per capire quanto effettivamente si può spendere per un prestito personale, prendiamo l’esempio di un 50enne impiegato milanese che vuole finanziare l'acquisto di un’auto nuova chiedendo 10mila euro, da restituire in 18 mesi. In questo caso le offerte migliori prevedono un Taeg intorno al 7,5%; se vuole invece arredare casa o ristrutturarla, va aggiunto circa mezzo punto in più, ma se invece richiede liquidità, la somma di interessi e spese porta il tasso annuo globale del finanziamento all'11% e oltre.

Per chi richiede un prestito personale di 15.000 euro, è bene analizzare i costi cui sarà soggetto. Per esempio l’offerta di CreditExpressDynamic di Unicredit prevede 75 rate mensili, un taeg del 14,22%, la somma totale netta erogata di 15 mila euro e 21.927 da rimborsare, ben 6.927 euro in più della somma erogata. C’è poi l’offerta Multiplo di Intesa Sanpaolo, che da 15 mila euro erogati, ne fa rimborsare 20.196 (5.196 euro di differenza, in 72 rate e con un taeg del 10,80%. Stessi costi ‘sommersi’ si hanno se si chiedono prestiti online.

Anzi peggio, perchè le informazioni date dal web a volte sono poco chiare e trasparenti. Meglio per fugare qualsiasi dubbio e avere tutte le risposte che si desiderano consultare consulenti e operatori del settore.

Spesso, infatti, alcuni siti web omettono anche informazioni su eventuali tasse e costi aggiuntivi. Secondo un’indagine dell’Ue, che ha osservato 562 portali in tutta Europa, Islanda e Norvegia comprese, per verificare l’applicazione della direttiva in materia, il 70 % dei siti di credito al consumo offre poche garanzie, non fornisce informazioni sufficienti e illustra i costi in modo fuorviante.

L’indagine, svolta a fine settembre dalle autorità nazionali dei vari Stati membri e coordinata dall’Ue, mirava a verificare se gli istituti di credito e gli intermediari finanziari presenti in rete offrissero ai propri clienti tutte le informazioni previste per comprendere e confrontare le varie offerte di credito.

E’ emerso che su 562 portali, solo il 30% ha superato la prova. Ciò che non va nei siti esaminati è innanzitutto la pubblicità, che non contiene tutti i dati necessari a valutare le condizioni del prestito, per esempio non è specificato il Taeg, cioè il tasso annuo effettivo globale, essenziale per confrontare le offerte.

Emerge poi una forte assenza di informazioni sul servizio reso, lacuna riscontrata in 244 siti, pari al 43% del totale, inoltre, mancano i vari elementi del costo totale. Non viene, infatti, indicato il tipo di tasso d’interesse (se fisso o variabile), la durata del contratto di credito, e costi connessi al finanziamento, per esempio la commissione di accordo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il