BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Obbligazioni aziendali, titoli di stato, azioni, conti deposito: su cosa investire nel 2012

Investire nel 2012: cosa scegliere



Investire nel 2012: oggi questa operazione rappresenta un’impresa ardua su cui sarebbe meglio fare qualche considerazione prima di procedere alla scelta su dove ‘parcheggiare’ il proprio denaro.

Sicuramente per chi decide di investire in liquidità, la scelta migliore di questo 2012 sono i conti deposito, che hanno già registrato un buon andamento lo scorso 2011, ma la cui convenienza quest’anno è destinata a crescer ancora di più, soprattutto dopo le ultime misure stabilite dalla Manovra Monti. 

I conti deposito sono capaci di offrire buoni rendimenti, senza rischi e senza vincolare il proprio denaro per troppo tempo e inoltre, prevedono un taglio della ritenuta fiscale sugli interessi maturati, la tassazione sui rendimenti è scesa a partire dal gennaio 2012 dal 27 al 20%, a fronte del 12,5% applicato sui titoli di Stato. Oltre ai conti deposito, emergono però altre possibilità di investimento.

Wired ha raccolto una serie di pareri di esperti, secondo cui il 2012 è l’anno buono anche per puntare sul mercato obbligazionario, come sostiene Dennis Montagna, fund manager presso Arca Sgr.

Il suo investimento ‘ideale’ sarebbe “un'allocazione del 25% del portafoglio in governativi area euro, preferibilmente attraverso un fondo obbligazionario. Investirei poi un 20% del portafoglio in obbligazioni high yield globali e un 30% in obbligazioni dei Paesi emergenti, in entrambi casi con cambio coperto per proteggersi dal rischio cambio perché non abbiamo una visione negativa sull'andamento dell'euro.

Chiuderei con un 20% in azioni, divise equamente tra un indice globale e un paniere dai mercati emergenti, e con un ultimo 5% in commodities, perché abbiamo una visione positiva sulla ripresa del ciclo economico. A seconda della consistenza del patrimonio e del profilo di rischio, si può diminuire un poco la componente obbligazionaria e aumentare quella azionaria o viceversa”.

Secondo Giorgio Giovannini, country manager per l'Italia di Henderson Global Investors, con i rendimenti offerti dai titoli di Stato, si potrebbe investire “un 40-45% in obbligazioni a 3-4 anni, con i titoli di Stato italiani che rappresentano sicuramente una buona offerta. Terrei poi il 30% circa del portafoglio in l iquidità, per essere al sicuro da ogni evenienza. Una persona giovane, con prospettive di lungo periodo e un reddito crescente, potrebbe cominciare a investire lentamente un 20-25% dei risparmi in azionario”.

Ancora cauti gli investimenti nel settore delle rinnovabili. Secondo il country manager di Henderson, “Il settore delle energie rinnovabili sta andando molto bene, ma bisogna fare attenzione. Tutti i comparti hanno una fase di crescita iniziale; poi le aziende perdenti escono dal mercato e restano le migliori. Per le green energy questo ultimo stadio non è ancora stato raggiunto. Resterei quindi ancora fermo sulle energie rinnovabili e tra qualche anno probabilmente sceglierei un fondo che investe in energie rinnovabili”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il