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Movimento dei Forconi e sciopero benzinai: forti rischi per benzina da settimana prossima

Nuove proteste dei Forconi da lunedì. Confermato sciopero dei benzinai. Nessuna certezza ancora sulle date



Con l’insorgere del cosiddetto Movimento dei Forconi la Sicilia ha cambiato volto: mentre in Italia si discuteva del decreto liberalizzazioni e i tir bloccavano il Paese da Nord a Sud provocando non poche difficoltà, in Sicilia, già da giorni o forse settimane, nasceva un’agitazione che avrebbe portato l’isola a cambiare volto e a ‘ribellarsi’ alle misure del governo sulle liberalizzazioni.

Tutto si è placato qualche giorno fa dopo l’approvazione del decreto, non senza malcontenti, tanto che da lunedì 6 febbraio il Movimento dei Forconi tornerà a protestare. Autotrasportatori, pescatori, contadini e artigiani hanno promosso di nuovo le proteste contro i rincari del carburante e l’aumento dei pedaggi autostradali.

Previsti, dunque, dalla prossima settimana presidi dinanzi le raffinerie e blocchi di fronte ai pontili per non permettere l'esportazione dalla Sicilia dei carburanti lavorati nell'isola. E, poi, ancora presidi davanti le sedi della Serit e delle agenzie delle entrate. Mariano Ferro, leader dei Forconi, ha annunciato: “Non escludiamo di diventare un partito politico. In questo momento non escludiamo nulla. Sappiamo solo che da lunedì inizieranno nuovi presidi davanti le raffinerie e in prossimità dei maggiori porti siciliani.

I presidi non creeranno disagi a siciliani” e al tempo stesso esclude le forme dure messe in campo nelle scorse settimane quando la Sicilia è stata messa in ginocchio da sei giorni di blocchi stradali totali.

Cresce, intanto, anche il timore di nuovi scioperi da parte dei benzinai che già qualche giorno fa avevano confermato lo stop per dieci giorni, ma con date e modalità ancora da definire. L'eventuale sciopero dovrebbe riguardare sia la rete ordinaria che quella autostradale.

I benzinai potrebbero suddividere le proprie agitazioni in 3 o 4 tranche di stop, a partire dalla metà di febbraio, con il secondo sciopero previsto forse nella terza settimana del mese, e il terzo nella quarta settimana. Bisogna intanto attendere il 7 febbraio, giorno in cui si riuniranno le associazioni rappresentanti dei gestori delle pompe di benzina, per saperne di più.

I motivi che inducono i benzinai a scioperare sono la mancata liberalizzazione della distribuzione dei carburanti da parte del Governo e secondo le associazioni di categoria, il decreto del governo non solo non liberalizza il settore dei carburanti e ne conferma i vincoli che ingessano forniture e prezzi, ma ‘autorizza’ le compagnie petrolifere a saltare la mediazione della contrattazione collettiva nella fissazione del margine dei gestori e a cacciarli dai loro impianti per sostituirli con le macchinette self service, aperte per 24 ore al giorno. Inoltre, secondo i gestori infatti, le nuove misure prevederebbero anche la cancellazione della norma che imponeva alle banche, dal primo gennaio di quest’anno, di eliminare costi e commissioni per gestori ed automobilisti, sui pagamenti dei rifornimenti di carburante con bancomat e carte di credito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il