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Facebook: quotazione in Borsa. Alcune considerazioni

Facebook in Borsa: c’è chi è ottimista e chi pensa al rallentamento del social



Facebook sarà quotato in Borsail prossimo maggio o giugno 2012, pronto già con tutti i documenti per concludere l’iter per il debutto che sarà gestito da Morgan Stanley. Secondo le ipotesi, Facebook sarà listato al Nasdaq entro il prossimo maggio, facendo compagnia ad altre grandi  aziende, come Amazon, Expedia, Google ed eBay.

Il social network di Mark Zuckerberg, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, potrebbe raccogliere fino a 10 miliardi di dollari, divenendo la sesta maggiore Ipo di sempre negli Stati Uniti, raccogliendo oltre 5 volte di più rispetto a Google.

La valutazione del famoso social network si dovrebbe aggirare tra 75 e 100 miliardi di dollari, cifra altissima se paragonata alla prima quotazione di Google, valutato allora per 23 miliardi di dollari, ma capace di generare fatturati e utili più consistenti. E c’è chi si chiede se lo sbarco del più popolare social network in Borsa rappresenti un’ottima opportunità di investimento e guadagno e chi, invece, si chiede se possa essere l’ennesima bolla.

C'è chi nutre molte buone aspettative nell'andamento di Facebook, considerando che ha ridefinito la social era del computing, ma per la sua capacità di connettere persone più che come business.

Secondo WPP, Mark Zuckerberg vede Facebook come un veicolo per aprire la comunicazione e non per monetizzare, mentre secondo Reuters a febbraio Facebook potrebbe presentare anche nuovi prodotti advertising soprattutto in ambito Mobile.

Un tallone d’Achille potrebbe essere ciò che proprio lo ha reso tanto popolare com’è oggi e cioè la crescita fino ad oggi smisurata, ma, secondo alcuni analisti, una volta superata la soglia del primo miliardo di utenti, sarà difficile crescere ancora e potrebbe pertanto rallentare.

A conferma di questa possibile tendenza, i dati degli ultimi tre mesi del 2011, quando gli utenti attivi mensili di Facebook sono cresciuti del 5.6% contro il 10.5% dello stesso periodo del 2010. Il periodo della super-crescita potrebbe essere, dunque, alle spalle, ma, secondo altri, questa previsione potrebbe non essere giusta e in molti vedono nel prodigio Zuckerberg il nuovo Steve Jobs.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il