BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Btjunkie chiuso dopo Megavideo e videoweed

Dopo Megavideo chiusi anche Btjunkie e Videoweed: le alternative resisteranno?



Dopo la decisione della chiusura di Megavideo da parte dell’Fbi americana, oggi arriva la notizia di un’altra eccellente chiusura, quella di Btjunkie, il più longevo dei motori di ricerca per file BitTorrent.

Lanciato nel 2005, BTjunkie era un motore di ricerca globale dedicato ai link di download BitTorrent e, oltre ad offrire agli internauti la possibilità di archiviare i propri link, il motore di ricerca disponeva di un BOT di indicizzazione capace di cercare altre fonti, raccogliendo il bottino in un database di oltre quattro milioni di contenuti.

Nella notte tra domenica e lunedì, gli amministratori del sito stesso hanno scelto di chiudere i battenti. Se sia stata la chiusura di Megaupload o comunque il clima di lotta alla pirateria voluto dall’industria discografica e cinematografica ad aver portato a questa decisione non si sa ancora, ma certo è che non è un momento tranquillo e roseo per i server di questi grandi gestori di file pirata.

Ottima alternativa a The Pirate Bay o Isohunt, BTJunkie non è mai stato coinvolto in processi giudiziari anche se il suo nome era nella black list dei siti di sharing, redatta dal dipartimento del commercio americano. Prima della chiusura definitiva dopo sette anni di attività, in Italia, ad aprile 2011, il Nucleo di Polizia tributaria di Cagliari aveva disposto l’inibizione per i provider italiani di accedere a BTjunkie, per una violazione di diritti televisivi.

Dopo Btjunkie anche VideoWeed e VideoZer due siti per scaricare o vedere in streaming film e telefilm hanno dovuto bloccare i file di cui non possedevano i diritto d'autore.

Ora il rischio è che altri motori di ricerca per file torrent possano seguire la stessa decisione di BTJunkie, e anche se al momento le alternative non mancano, basti pensare a BitTorrent, Mininova, OpenBitTorrent, ShareReactor, The Pirate Bay, si teme però che anch’esse possano cadere alle pressioni dell’autorità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il