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Riforma lavoro: articolo 18 non subito, contratti e ammortizzatori a Marzo. Posizione Cgil, Cisl Uil

Cgil, Cisl e Uil uniti sull’art.18. Monti rilancia il modello danese



Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, torna a parlare di riforma lavoro 2012 e continuano le trattative con sindacati. Cgil, Cisl Uil mostrano una posizione unitaria nei confronti della questione art.18. Intanto, sulla riforma lavoro il premier Monti rilancia il modello danese e assicura “La riforma del lavoro arriverà entro la fine di marzo e ci ispireremo al modello della flexsecurity adottato nei paesi del Nord Europa”.

L’esecutivo sembra dunque intenzionato a varare alcune misure che si avvicinano alla proposta del senatore del Pd, Pietro Ichino, che vorrebbe creare in Italia un mercato del lavoro molto simile a quello della Danimarca, con minori vincoli ai licenziamenti e una revisione dell’articolo 18.

Per il premier e per il ministro Fornero, non sarà facile però ottenere un via libera dai sindacati che hanno sempre detto no alla proposta di Ichino e oggi, in serata, avranno un nuovo incontro con i vertici di Confindustria. Chiara la posizione di Cgil, Cisl e sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che, nelle aziende con più di 15 addetti, prevede l’obbligo di reintegro nell’organico dei dipendenti lasciati a casa senza un giustificato motivo.

Il segretario della Cgil  Susanna Camusso si dice disposta a trattare su tutto, tranne che su una cosa: la revisione dell’articolo 18 che considera “una norma di civiltà”. Le uniche aperture della Cgil riguardano la possibilità di introdurre nuove regole per rendere più veloci le cause di lavoro, che oggi durano spesso fino a due anni e sono considerate un deterrente per le aziende ad assumere nuovi dipendenti.

Più moderate le posizioni di Cisl e Uil: il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice contrario alla soppressione dell’articolo 18 ma è disposto a rivederne alcuni aspetti. Bonanni, infatti, propone di mantenere l’obbligo di reintegro per i licenziamenti ingiusti che avvengono per motivi disciplinari o discriminatori e  di abolirlo invece quando il dipendente viene lasciato a casa per ragioni economiche, ad esempio per una difficoltà dell’impresa.

In questo caso, però, il lavoratore otterrebbe un indennizzo in denaro, pari a 2 anni del trattamento di mobilità, che oggi viene corrisposto ai disoccupati di lunga durata. Vicino alla posizione della Cisl è anche il leader della Uil, Luigi Angeletti.

Sulla riforma del lavoro, il ministro Fornero ha toccato anche il tema degli ammortizzatori sociali: “Sappiamo bene che abbiamo vincoli di risorse che sono drammatici, enormi. Non solo per questo capitolo, ma per tutti i temi della spesa pubblica. I vincoli di risorse sono enormi col vantaggio però di poterle mantenere e non vederle decurtate. Questo è un risultato importante. Non abbiamo risorse aggiuntive. Ma abbiamo arginato una perdita di risorse. Non è un motivo di grande soddisfazione ma almeno è un risultato abbastanza importante”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il