Mutui 2012: consigli per scegliere migliore. Tasso fisso o conviene aspettare

La migliore tipologia di mutuo consigliata per chi decide di comparare casa ora



I mercati sembrano ripartire più che per il miglioramento della situazione finanziaria in Italia per la fiducia dei mercati agli impegni presi dal Paese, e tra l’altro elogiati dal presidente Usa Obama, ma le difficoltà persistono. Lo si avverte soprattutto nel settore dei mutui, in calo negli ultimi mesi del 2011 e sulla stessa scia si stanno ponendo in questo inizio 2012.

Sono, infatti, sempre meno i risparmiatori che decidono di investire nel mattone, a causa dei tassi di interesse crescenti applicati dalle banche e delle difficoltà che molti riscontrano nell’ottenere il mutuo stesso dalle banche.

Questa tendenza degli ultimi mesi del 2011 dovrebbe proseguire ancora per tutto il 2012 e forse solo nel 2013 potremo assistere ad una ripresa del mercato immobiliare. Il motivo del calo della richiesta dei mutui risiede, dunque, nei tassi di interesse medi applicati dalle banche che continuano a salire e che a dicembre si sono portati sopra la soglia del 4%, un punto percentuale in più rispetto a un anno prima.

Per le famiglie è diventato, dunque, sempre più caro accendere un mutuo. Per chi, invece, intende farlo, la soluzione migliore, anche se attualmente meno conveniente, è quella del mutuo a tasso fisso, sicuri di dover pagare sempre la stessa rata indipendentemente dall’andamento altalenante del mercato.

Meno richiesto il tasso fisso, una tipologia a volte preferito perché assicura sogni tranquilli a chi non ama rischiare, perchè permette di fissare al momento della stipula del mutuo la rata da pagare. In realtà, il mutuo a tasso fisso, pur avendo rate talvolta superiori ai variabili, sembra la scelta ‘rifugio’ in questo momento, sia per i tassi, sia per gli spread che continuano a scendere e salire.

Oggi, i mutui a tasso variabile più convenienti non scendono al di sotto del 4,5%, mentre quelli fissi si aggirano intorno al 6% ed è per questo che di primo impatto i variabili sono considerati spesso più convenienti. I mutui a tasso variabile concessi alle migliori condizioni oggi si situano attorno al 4,5% e i fissi al 6%.

Il tasso indicizzato, dunque, non sembra proibitivo, ma bisogna sempre considerare una quota di Euribor minima, dato che oggi il parametro a un mese è allo 0,75% e quello a tre mesi all’1,15%.

In caso di rialzo dei tassi le conseguenze per i mutuatari sarebbero di due punti in più rispetto a oggi, e quindi con l’Euribor attorno al 3%, significherebbe un aumento della rata di circa 150 euro per un prestito ventennale da 100 mila, mentre per il trentennale l’incremento sarebbe di 160 e si finirebbe per pagare più che con il tasso fisso.

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di Marianna Quatraro pubblicato il