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Borsa Italiana 2012: dopo crescita gennaio possibile frenata. Consigli e previsioni azioni

Sale la Borsa italiana: come andrà nei prossimi mesi. Previsioni



Cala nel terzo trimestre del 2011 il Pil dell’Italia, diminuito dello 0,2% rispetto al periodo precedente, la debolezza della domanda interna è confermata dagli indicatori più recenti e dalle opinioni delle imprese e questa situazione risente dell’aggravarsi della crisi del debito sovrano, e del rallentamento del commercio mondiale, questo quanto emerge dagli ultimi dati di Bankitalia.

E sempre secondo Bankitalia, come sostiene Morningstar, a una riduzione della domanda interna porteranno anche le manovre correttive di finanza pubblica, definite però ‘indispensabili per evitare più gravi conseguenze sull’attività economica e sulla stabilità finanziaria’.

Da questo quadro emerge, dunque, ancora una forte incertezza per quanto riguarda l’andamento della Borsa italiana che seppur in queste ultime settimane sembra aver recuperato non abbastanza bene dovrebbe proseguire. La tendenza per i prossimi mesi del 2012, infatti, dovrebbe essere del tutto inversa a quella fino ad oggi mantenuta.

Moody’s si aspetta che il Pil italiano si contragga dell’1% nel 2012 dopo essere cresciuto dello 0,6% nel 2011, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire a una media dell’8,8% dall’8,2% e il decreto Salva-Italia che il governo Monti ha varato per una ricrescita dell’Italia, secondo Moody’s, ridurrà il reddito disponibile delle famiglie attraverso un taglio dei trasferimenti e un aumento delle tasse.

Peggiori le previsioni di Fitch, secondo cui il prodotto interno lordo dell’Italia dovrebbe segnare una contrazione dell’1,7% quest’anno e solo una modesta crescita dello 0,2% nel 2013. In questa situazione, secondo la società di analisi, la vita sarà dura anche per le banche.

Attualmente, però, chi volesse investire in titoli e azioni è bene che sappia che il settore in cui ci si aspetta il maggiore rimbalzo, secondo un'indagine di CorrierEconomia, è quello delle banche, che risente inevitabilmente dell'andamento degli spread tra Bund e Btp, attualmente tornato a scendere.

Il recupero delle banche da inizio anno è stato del 15-25%, i titoli bancari tendono al rialzo e per questo le banche sembrano essere il settore favorito. Ma è bene mantenere sempre una certa prudenza.

Bene anche il settore dell’energia, gli indici delle Borse del Nord Europa, i titoli di società con bilanci solidi, con forte posizionamento di settore e con buone prospettive anche in caso di rallentamento economico, le materie prime, e i settori difensivi come la salute, il largo consumo e i prodotti per l’igiene domestica.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il