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Bot-Btp e obbligazioni aziendali: investitori consigliano di comprare

Riprende a correre il mercato delle obbligazioni aziendali: la situazione



La visita del premier Monti negli stati Uniti sembra stata piuttosto proficua per l’economia italiana. Monti ha incontrato il presidente Obama e poi fatto vista al New York Times, a Wall Street, e incontrato operatori di Borsa e i trader del mercato finanziario più importante del mondo.

Risultato: “C' è molto interesse per l’Italia e per il mercato italiano una volta che l' economia si consoliderà nel suo miglioramento, ma anche già oggi”. Alla domanda se crede di aver convinto i suoi interlocutori, risponde: “Penso di sì, ma in genere non lo dicono seduta stante. Del resto l’andamento dello spread sugli interessi fra i nostri Btp e gli omologhi titoli tedeschi segnala che c’è già stato un ritorno di fiducia”.

Del resto è vero, lo spread cala, i bond aziendali corrono come non si vedeva da almeno due anni e le banche tornano a emettere obbligazioni. Il mercato sembra, dunque, ripartire e sono ritornate a correre le aziende italiane sul mercato dei bond, tanto che sia Atlantia che Eni hanno raccolto adesioni molto superiori alle offerte, quasi tutte provenienti dall’estero, collocando in qualche caso i loro titoli a tassi inferiori rispetto ai Btp di pari durata.

Per quanto riguarda i rendimenti, quelli delle obbligazioni aziendali stanno avendo la meglio sui Btp di pari durata. Investire in corporate bond significa mettersi al riparo dalle turbolenze del mercato che attualmente potrebbero ancora persistere. Ma perché questo accada è bene scegliere obbligazioni sicure. E gli investitori invitano a comprare.

I titoli più sicuri sembrano oggi quelli emessi da aziende che appartengono ai comparti meno ciclici dell’economia, con scadenza breve o medio-breve, perché titoli come per esempio gli industriali o le auto, potrebbero affrontare periodi di turbolenza, se la congiuntura economica in Europa dovesse deteriorarsi determinando un forte calo della domanda.

Barclays poi nel 2011 ha aumentato la propria partecipazione nel debito pubblico, arrivando ai 5,5 miliardi di dollari l'anno scorso (un aumento del 57%) attraverso soprattutto l'acquisizione di bond e acquisizioni dal Tesoro italiano. Allo stesso tempo la banca londinese ha tagliato del 45% a 2,5 miliardi di euro l'esposizione al debito spagnolo vendendo i bonos. Il gruppo bancario britannico ha chiuso l'esercizio 2011 con utile netto a 3 miliardi di sterline, in calo del 16% rispetto al 2010.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il