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Riforma lavoro 2012: contratti flessibili in entrata, apprendistato e ammortizzatori. Come funziona

Nuovi incontri governo-sindacati su riforma lavoro: le proposte



Continuano gli incontri e le trattative dei sindacati con il governo sulla riforma lavoro e sull’art.18. Smentito l’incontro faccia a faccia tra il premier monti e il leader della Cgil Susanna Camusso, Monti rilancia il modello danese e assicura “La riforma del lavoro arriverà entro la fine di marzo e ci ispireremo al modello della flexsecurity adottato nei paesi del Nord Europa”.

Chiara la posizione di Cgil, Cisl e sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che, nelle aziende con più di 15 addetti, prevede l’obbligo di reintegro nell’organico dei dipendenti lasciati a casa senza un giustificato motivo. Il segretario della Cgil si dice disposta a trattare su tutto, tranne che su una cosa: la revisione dell’articolo 18 che considera “una norma di civiltà”.

Le uniche aperture della Cgil riguardano la possibilità di introdurre nuove regole per rendere più veloci le cause di lavoro, che oggi durano spesso fino a due anni e sono considerate un deterrente per le aziende ad assumere nuovi dipendenti. Più moderate le posizioni di Cisl e Uil: il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice contrario alla soppressione dell’articolo 18 ma è disposto a rivederne alcuni aspetti.

Bonanni, infatti, propone di mantenere l’obbligo di reintegro per i licenziamenti ingiusti che avvengono per motivi disciplinari o discriminatori e di abolirlo invece quando il dipendente viene lasciato a casa per ragioni economiche, ad esempio per una difficoltà dell’impresa.

In questo caso, però, il lavoratore otterrebbe un indennizzo in denaro, pari a 2 anni del trattamento di mobilità, che oggi viene corrisposto ai disoccupati di lunga durata. Vicino alla posizione della Cisl è anche il leader della Uil, Luigi Angeletti. Tra mercoledì e giovedì dovrebbe svolgersi un incontro.

Il Governo ha esposto le linee guida della riforma ma non ha presentato un proprio documento, lasciando spazio al lavoro delle parti. Già giovedì si sono registrate le prime convergenze su flessibilità in entrata e ammortizzatori sociali.

La soluzione potrebbe essere quella di alleggerire il peso fiscale e contributivo per sostenere l'apprendistato come prima via di accesso dei giovani al mercato del lavoro ma anche per trasformarlo in contratto a tempo indeterminato, con ulteriori incentivi. Sugli ammortizzatori sociali, poi, sindacati e imprese sono d'accordo per allargare a tutte le imprese la copertura degli ammortizzatori sociali su base assicurativa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il