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Pensioni esodati Milleproroghe 2012: nessuna modifica

Nessun ampliamento della platea al momento per gli esodati



Resta ancora in sospeso la questione pensione esodati punto che non sarà sciolto con il decreto legge Milleproroghe. Ricordiamo che i lavoratori cosiddetti esodati, cioè che hanno beneficiato di incentivi all'esodo contando sull'accesso alla pensione con le vecchie regole. La decisione sul loro ‘futuro’ è stata ancora una volta rimandata dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

Ciò significa che per il momento l'ampliamento della platea dei lavoratori esodati che potranno beneficiare delle vecchie norme sulle pensioni non sarà allargato.Le uniche novità accolte dal governo riguardano le madri con figli disabili che potranno conteggiare anche gli anni di contributi figurativi nel caso si tratti di lavoratrici precoci che vogliono andare in pensione con 42 anni di anzianità senza penalizzazioni e i lavoratori che usufruiscono della paternità obbligatoria per cui vale la stessa norma.

Inizialmente, la norma dei 42 anni senza penalizzazioni per i lavoratori precoci prevedeva solo gli anni di contributi effettivi, quelli di congedo per maternità, malattia, servizio di leva e di cassa integrazione. Rimane comunque l’aumento del prezzo delle sigarette per finanziare i fondi per le pensioni di lavoratori esodati e precoci al posto dell’aumento dell’aliquota contributiva a carico degli autonomi e lo stop al condono per i cartelloni abusivi dei partiti politici.

Per quanto riguarda la voce pensioni, ok al pensionamento senza penalizzazioni per esodati e precoci: via libera, dunque, all’emendamento per rimandare l’entrata in vigore delle nuove norme previste dalla riforma delle pensioni Fornero. L’emendamento prevede la tutela di esodati, lavoratori prossimi alla pensione che avevano firmato per restare, e lavoratori precoci, al lavoro dall’età di 16-18 anni e gravemente penalizzati dalla riforma previdenziale 2012.

La nuova legge, che sposta in avanti l’uscita dal lavoro, aveva fatto temere a questi lavoratori la possibilità di rimanere senza pensione e senza un lavoro. Le accise sui tabacchi lavorati dovrebbero assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 15 milioni di euro per l’anno 2013 e 140 milioni annui a decorrere dal 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il