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Eternit: sentenza processo con condanna storica. Le conseguenze possibili

Processo Eternit unico nella storia: la sentenza



Si tratta di un processo unico nella storia: così il presidente della Corte d'Appello, Mario Barbuto, ha parlato del caso Eternit, quello che si chiuderà a Torino e sarà a parere degli specialisti e della stampa anche estera una causa storica destinata a fare epoca.

Condannati un miliardario svizzero e un nobile belga, sotto accusa c'é l'amianto, un minerale che nell'ultimo secolo, persino quando si cominciò a sospettare che fosse cancerogeno, é stato impiegato per proteggere le case dal calore e dal rumore, isolare caldaie, costruire i freni delle auto, intrecciare corde, potenziare vernici; un'industria che ha dato da vivere a decine di migliaia di persone in tutto il mondo, ma che alla fine ha provocato una strage perché le fibre si sono rivelate un killer che non perdona.

Ma il processo Eternit, così come è stato costruito dalla procura di Torino, rappresenta un atto d'accusa ai super-dirigenti che non si preoccupano di quello che succede nelle filiali periferiche e che, anzi, minimizzano i problemi o fanno di tutto per nasconderli.

L'elvetico Stephan Schmidheiny (uno degli uomini più ricchi del mondo che oggi si definisce un filantropo che si batte per un futuro ecosostenibile) e il belga Louis De Cartier De Marchienne, 65 e 91 anni, sono stati condannati a 16 anni di reclusione per disastro doloso.

In diversi periodi della loro vita, ha sostenuto l'accusa, hanno gestito la Eternit o società collegate e, quindi, sono responsabili dello scempio provocato dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani della holding a partire dal 1952: Casale Monferrato (Alessandria), Cavagnolo (Torino), Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli).

Migliaia di morti e di malati di tumore fra gli operai e fra le persone che popolavano le quattro località. Ed è la prima volta che tra gli imputati non finiscono solo i capi delle singole filiali, ma i vertici. Ma la sentenza non mette fine all’allarme eternit, innanzitutto perché ancora oggi non si riesce a fare una valutazione sul numero delle vittime, perché l'eternit è stato collegato, oltre che alla malattia polmonare cronica nota come asbestosi, anche all’insorgenza del cancro, e poi perché  in Italia c’è ancora l’amianto.

Secondo le stime del Cnr e di Ispesl ci sono ancora ben 32 milioni di tonnellate di amianto e un miliardo circa di metri quadri di coperture in eternit sui tetti. Secondo lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio inquinamento (Sentieri) dell’Istituto superiore di sanità, ci sono almeno una quarantina di luoghi di interesse per una bonifica d’amianto.

Secondo il Registro nazionale mesioteliomi i più colpiti sono gli operai che lavorano la fibra, seguiti dai familiari e dagli abitanti delle zone vicine ai grandi centri di pericolo, come Casale Monferrato. L’Agenzia dell’Oms per la ricerca sul cancro (Iarc) classifica l’amianto come cancerogeno per l'uomo, capace di provocare tumori della pleura (mesoteliomi), del polmone, della laringe, dell’ovaio.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il