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Decreto liberalizzazioni: professionisti e assicurazioni. Gli Emendamenti per cambiamenti

Gli emendamenti al dl liberalizzazioni: cosa prevedono



Pioggia di nuovi emendamenti volti a modificare il decreto liberalizzazioni. Nonostante il no del premier Monti agli emendamenti a pioggia, nonostante la necessità ribadita di presentarne sempre meno, piovono le proposte di modifica soprattutto per quanto riguarda le decisioni sui professionisti, e in particola modo sull’eliminazione delle tariffe minime, e sulle assicurazioni.

Per quanto riguarda la prima categoria, sono stati ben 180 gli emendamenti presentati, relativi all’art,9, quello cioè che prevede l’abrogazione delle tariffe professionali, l’obbligo di pattuizione del compenso e la possibilità di svolgere il tirocinio durante gli studi.

C’è chi chiede di abrogarlo del tutto, chi, invece, chiede di cancellare solo la norma che abroga le tariffe professionali, lasciare invariato il comma concernente il tirocinio e modificare quello sulla pattuizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico, mantenendo il riferimento alle tariffe.

C'è poi chi presenta emendamenti concernenti anche il comma 2, quello che disciplina l’emanazione del DM con i parametri: c’è chi ne richiede la soppressione totale e chi, ad esempio, al posto dei parametri, propone di far riferimento al contratto individuale stipulato dal professionista o a contratti di categoria stipulati dalle organizzazioni più rappresentative e dagli Ordini professionali; viene proposto di coinvolgere i Consigli nazionali e le Casse di previdenza nella fissazione dei parametri, che sarebbero la base anche per oneri e contribuzioni.

Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha chiesto ai partiti di limitarsi ad un gruppo ristretto di modifiche, altrimenti il Governo sarà costretto a ricorrere al voto di fiducia.

Per quanto riguarda, invece, la voce assicurazioni, particolarmente contrastato è l’articolo 34, quello sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto, in base al quale gli agenti assicurativi sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente sulla tariffa di tre compagnie non appartenenti a medesimi Gruppi. Pena, una multa dell’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) a carico della Compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che oscilla fra i 50.000 e  i 100.000 euro.

Il garante della concorrenza, Giovanni Pitruzzella, critica la norma perchè incentiva il permanere di agenti monomandatari (quindi in esclusiva di fatto) che offrono il solo prodotto della Compagnia della quale sono agenti. Così facendo non si innesca nessun processo competitivo.

 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il