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Conto deposito o certificati bancari 2012 per investire liquidità. Consigli per scelta migliore

I certificati bancari tornano di moda ma offrono rendimenti più bassi dei conti deposito



Non solo conti deposito: se è vero, infatti, che questi sono gli strumenti privilegiati e maggiormente consigliati dagli esperti a chi decide di mettere al riparo la propria liquidità, perché garantiscono buoni rendimenti e permettono di vincolare, anche piccole somme, per il tempo che si desidera, arrivando anche a rendere il 4%, se però il vincolo di tempo sale a 12 o 24 mesi, è vero anche che a far compagnia ai conti deposito, come emerge da un'analisi di CorrierEconomia uscita lunedì, sono arrivati i certificati bancari.

Per ottenere rendimenti generosi con i conti deposito, i risparmiatori devono accettare di vincolare le proprie somme di denaro in giacenza per un periodo di tempo di almeno 12 o 24 mesi.

Chi desidera avere sempre a disposizione i soldi depositati, o vuole liquidarli in un arco di tempo molto breve (di 3 o 6 mesi), dovrà accontentarsi di rendimenti ben più bassi, del 2% o 3% lordo all’anno. La convenienza di certificati bancari, rispolverati dalle banche, risiede nelle nuove misure adottate dal governo Monti, a partire dall’abbassamento dell’imposta dal 27% al 20%.

Ciò che però ci si chiede è se effettivamente, nonostante la loro convenienza, i certificati potranno battere i conti di deposito. Spesso questi certificati non possono essere disinvestiti anticipatamente, ad eccezione di Intesa Sanpaolo e Banca delle Marche, che però chiedono un pegno, così come sui certificati di Banca delle Marche disinvestibili solo se si paga però una penale dell’1,70%.

Il rendimento medio dei certificati a 18 mesi, riconosciuto dall’istituto marchigiano è del 2,40% netto. Tra gli istituti che propongono certificati c’è anche Unicredit, che propone due versioni di certificati di deposito Salvadanaio e Salvadanaio Oro, le cui scadenze vanno da tre a 24 mesi e cambiano rendimenti e taglio minimo d’investimento: er il primo è di 5.000 euro (con tassi netti da 1,60% a 2,80%), per il secondo è di 10.000 euro (con rendimenti netti da 2,20% a 3,80%).

Buona l’offerta di Banco Popolare che propone scadenze da 3 a 12 mesi, con un tasso massimo netto del 3,60%, mentre Montepaschi punta più sul conto di deposito, dove sul vincolo di dodici mesi offre il 3% netto, mentre i rendimenti dei certificati sono bassi.

I rendimenti di molti certificati sono ancora ben sotto i rendimenti dei conti di deposito che, sul vincolo annuale, viaggiano ampiamente sopra il 3% netto e c’è anche chi supera la soglia del 4% netto, come Banca Etruria o il conto deposito Time Deposit di Credem. Banca delle Marche.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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