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Riforma lavoro Fornero-Monti: flessibilità in entrata con nuovi contratti e in uscita.No articolo 18

Art 18 ultimo punto. Sanzioni contro l’uso improprio della flessibilità e novità apprendistato: le novità riforma lavoro



Si torna a parlare di riforma del lavoro e dopo gli ultimi incontri fra governo e sindacati si è visto uno spiraglio di apertura nei confronti dell’intoccabile art.18. Mentre il premier Monti rilancia il modello danese e assicura “La riforma del lavoro arriverà entro la fine di marzo e ci ispireremo al modello della flexsecurity adottato nei paesi del Nord Europa”, l’esecutivo sembra intenzionato a varare alcune misure che si avvicinano alla proposta del senatore del Pd, Pietro Ichino, che vorrebbe creare in Italia un mercato del lavoro molto simile a quello della Danimarca, con minori vincoli ai licenziamenti e una revisione dell’articolo 18.

Le uniche aperture della Cgil sull’art.18 riguardano la possibilità di introdurre nuove regole per rendere più veloci le cause di lavoro, che oggi durano spesso fino a due anni e sono considerate un deterrente per le aziende ad assumere nuovi dipendenti, mentre il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice contrario alla soppressione dell’articolo 18 ma è disposto a rivederne alcuni aspetti, proponendo di mantenere l’obbligo di reintegro per i licenziamenti ingiusti che avvengono per motivi disciplinari o discriminatori e  di abolirlo invece quando il dipendente viene lasciato a casa per ragioni economiche, ad esempio per una difficoltà dell’impresa.

Intanto il premier Monti ieri ha confermato che il governo è intenzionato ad arrivare a un accordo con le parti sociali entro marzo. Monti ha specificato che quello che il governo cerca è “un accordo che dia al mercato del lavoro la capacità di rispondere meglio alle esigenze di trasformazione di un’economia moderna, dia alle imprese estere la voglia di investire in Italia, e che modifichi e non annulli la tutela dei lavoratori”, ribadendo la volontà di procedere comunque alla riforma del mercato del lavoro anche senza accordo.

Interviene, poi, il ministro Fornero sulla flessibilità del lavoro in entrata e in uscita, ribadendo che il tema del riordino dei contratti e delle flessibilità in entrata è subordinato al tema della flessibilità in uscita, annunciando controlli e sanzioni sull’uso improprio della flessibilità perché ci sono troppe partite Iva e occorre evitare la discontinuità e che migliaia di lavoratori finiscano in nero.

Poi il tema dell'apprendistato come “scommessa da vincere, perché forma tipica di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani in quanto strumento per fare formazione professionale seria”.

Sempre sull'apprendistato ha detto che “è stato usato come veicolo di flessibilità ma in realtà è veicolo di formazione. Dobbiamo essere severissimi, nessuna tolleranza sull'uso improprio dell'apprendistato”. Infine, sull'articolo 18 ha spiegato che sarà l’ultimo punto da affrontare.

Per affrontare, invece, il capitolo ammortizzatori sociali e fare il punto sugli argomenti al centro della riforma del mercato del lavoro toccati ieri al tavolo a Palazzo Chigi, il nuovo incontro con le parti sociali è previsto per lunedì prossimo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il