BusinessOnline - Il portale per i decision maker


Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter per ricevere gli aggiornamenti da Business Online gratis sul tuo indirizzo di posta elettronica.

OK

Cerca

Cerca tra i nostri articoli

OK


Chiudi

Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?



Aggiungici alle tue cerchie (clicca su Segui):

Canone rai 2012 computer: si deve pagare o no? I motivi e giudizio avvocati

Fioccano proteste per il canone Rai su pc


Sono esplose immediate le proteste all’annuncio della decisione che anche i possessori di Pc, iPhone e videofonini dovranno pagare il canone Rai. L’azienda, infatti, ha chiesto il pagamento del canone ad alcune aziende e studi professionali di Roma in possesso di uno o più pc collegati alla rete.

Si tratta di un canone speciale dovuto in virtù di un Regio Decreto del 1938. “Un balzello assurdo, dice Rete Imprese, le aziende dovranno sborsare 980 milioni”, mentre l'Aduc sostiene che è paradossale obbligare un’azienda a pagare un abbonamento TV per il solo fatto di avere dei pc, perchè il computer è uno strumento ormai indispensabile allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, e l'inclusione dello stesso fra gli apparecchi tassati significherebbe di fatto imporre una nuova imposta sul lavoro.

Ma si tratta di un balzello che, a quanto pare, colpisce anche le pareti domestiche, perché “se una persona risiede in una abitazione il cui proprietario già paga il canone RAI, ma comunque è proprietaria di un computer, deve ugualmente pagare il canone, essendo il computer equiparato a un televisore”, hanno detto gli avvocati Roberto Armandola, Renata Marzano e Massimiliano De Renzis dalle pagine di Kataweb Consumi.

“Chiaramente, in una stessa abitazione si paga più di un canone RAI esclusivamente se al suo interno vivono persone che presentano stati di famiglia separati. Una famiglia paga un solo canone, anche se possiede un televisore e un computer”, precisano gli avvocati.

Intanto numerose aziende e uffici hanno ricevuto in questi giorni una lettera da parte della RAI in cui si richiede il pagamento del canone per la detenzione di “uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi computer collegati in rete, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti”.

Le proteste ovviamente fioccano e si stanno diffondendo sia nel mondo delle imprese che sui media online e grazie anche ai soliti social, da Twitter a Facebook, hanno già raggiunto le pagine dei principali quotidiani e gli ambienti della politica.

Per la sua richiesta la Rai si è basata su una norma contenuta nella manovra salva Italia varata con il Decreto Legge numero 201 il 6 dicembre 2011 secondo la quale le aziende devono inserire le indicazioni del canone speciale nel modello Unico della dichiarazione dei redditi.

L’Art. 17 riporta infatti ‘Le imprese e le società, ai sensi di quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nella relativa dichiarazione dei redditi, devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla televisione la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale, nonché gli altri elementi che saranno eventualmente indicati nel provvedimento di approvazione del modello per la dichiarazione dei redditi, ai fini della verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale’.




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il 21/02/2012 alle ore 07:13