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Pensioni 2012 anzianità e precoci. Nuove regole riforma Monti 2012 a confronto con Ue

Un libro per spiegare i cardini di una buona riforma pensionistica



La questione pensioni è quella che ormai tiene banco in ogni Paese perché rappresenta il vero nodo da sciogliere in molte situazioni. I pensionati costituiscono una quota significativa e in rapida crescita della popolazione dell’UE (120 milioni ovvero il 24%).

Le pensioni rappresentano già una quota estremamente grande della spesa pubblica: oggi si tratta in media del 10% del PIL, che potrebbe salire al 12,5% nel 2060.

La questione pensioni viene ampiamente trattata per in un libro presentato dalla Commissione europea, Libro bianco su pensioni adeguate, sicure e sostenibili, che esamina il modo in cui l’UE e gli Stati membri possono intervenire per affrontare le principali sfide cui sono confrontati i nostri sistemi pensionistici.

Questo libro propone una serie di iniziative volte a creare condizioni atte a far sì che coloro che ne sono in grado continuino a lavorare, determinando un migliore equilibrio tra la vita lavorativa e la vita da pensionati, assicurare che le persone che si trasferiscono in un altro paese possano mantenere i loro diritti pensionistici, aiutare le persone a risparmiare di più e garantire che le prospettive di pensione siano mantenute e che, una volta pensionate, le persone ricevano quello che si aspettavano.

Il Libro bianco propone in particolare di creare migliori opportunità per i lavoratori anziani, sollecitando le parti sociali ad adattare il posto di lavoro e le prassi sul mercato del lavoro e facendo ricorso al Fondo sociale europeo per reinserire i lavoratori anziani nel mondo del lavoro; sviluppare sistemi pensionistici privati complementari incoraggiando le parti sociali a porre in atto tali sistemi e incoraggiando gli Stati membri a ottimizzare gli incentivi fiscali e di altro genere; potenziare la sicurezza dei sistemi pensionistici integrativi, anche mediante una revisione della direttiva sugli enti pensionistici aziendali o professionali e una migliore informazione dei consumatori; rendere le pensioni integrative compatibili con la mobilità, varando leggi a tutela dei diritti pensionistici dei lavoratori mobili e promuovendo l’istituzione di servizi di ricostruzione delle pensioni in tutta l’UE; e incoraggiare gli Stati membri a promuovere vite lavorative più lunghe, correlando l’età della pensione con la speranza di vita, limitando l’accesso al pre-pensionamento e eliminando il divario pensionistico tra gli uomini e le donne. Il Libro bianco rende evidente quanto sia lontana la cultura italiana da quella europea.

Considerando che la popolazione europea è destinata ad aumentare ed entro il 2060 la speranza di vita alla nascita dovrebbe aumentare, rispetto al 2010, di 7,9 anni nei maschi e di 6,5 anni nelle femmine, che significa che le persone di età superiore a 60 anni aumentano ogni anno di circa 2 milioni, quasi il doppio cioè rispetto alla fine degli anni ‘90 e all’inizio del decennio successivo, sembra più che mai urgente sviluppare e attuare, secondo l’Ue, strategie globali per adeguare i regimi pensionistici all’andamento della contingenza economica e demografica.

Secondo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, i regimi pensionistici influenzano il comportamento nei confronti della pensione e quindi l’offerta di manodopera e il tasso di dipendenza economica. “Parametri essenziali sono le età alle quali si viene ammessi al pensionamento normale e a quello anticipato, non l’entità della contribuzione versata, come farebbero bene ad annotarsi i cosiddetti lavoratori precoci”.

Il successo di riforme tese ad aumentare l’età del pensionamento (compresa l’eliminazione dei prepensionamenti) dipende tuttavia da migliori opportunità per uomini e donne anziani di restare sul mercato del lavoro e ciò comporta adeguamento dei luoghi di lavoro e dell’organizzazione del lavoro, promozione dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, politiche efficienti capaci di conciliare lavoro, vita privata e familiare, misure per sostenere un invecchiamento sano, lotta alle disuguaglianze di genere e alle discriminazioni basate sull’età.

Aumentare l’età effettiva del pensionamento, come sostiene il Libro bianco, non significa favorire l’interesse dei giovani a detrimento di quello degli anziani, ma trovare un giusto equilibrio tra i due.

Ciò significa, per esempio, prendendo il caso Italia, che le nuove regole stabilite dalla riforma Monti sulle pensioni tendono si a fare andare in pensione più tardi i lavoratori, esenti precoci ed esodati, ma garantendo, con il nuovo metodo contributivo per tutti, un’equità fra tutti a fine lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il