Mutui 2012 giovani, precari, ma anche lavoratori dipendenti: richieste rifiutate molto spesso

Mutui impossibili per chi non offre troppe garanzie e tassi bancari troppo alti: la situazione



Calano le richieste di mutui da parte di risparmiatori o da chi vuole investire nel mattone ma calano anche i prestiti concessi dalle banche, soprattutto a giovani, precari e lavoratori atipici, per cui ottenere un mutuo per comprarsi una prima casa è diventata una vera utopia per una giovane coppia, per esempio.

Forse solo nel 2013 potremo assistere ad una ripresa del mercato immobiliare. Il motivo del calo della richiesta dei mutui risiede nei tassi di interesse medi applicati dalle banche che continuano a salire e che a dicembre si sono portati sopra la soglia del 4%, un punto percentuale in più rispetto a un anno prima.

Si tratta di un andamento decisamente opposto a quello dei tassi di interesse di mercato, in deciso calo negli ultimi mesi in scia ai due tagli consecutivi dei tassi di interesse da parte della Bce. Il tasso Euribor, cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, viaggia sui minimi dal gennaio 2011 (1,077% per quello a 3 mesi), ma a dicembre, secondo i dati Bankitalia, i tassi di interesse bancari per i mutui finalizzati all'acquisto di abitazioni sono balzati sopra il 4%.

Il tasso, comprensivo delle spese accessorie, si è attestato al 4,26% rispetto al 3,98% del mese precedente e al 3,18% del dicembre 2010. Per le famiglie è diventato, dunque, sempre più caro accendere un mutuo e sempre più difficile ottenerlo perché le banche chiedono troppe garanzie se poi si è giovani, lavoratori atipici, immigrati, meridionali, donne single, l’unica condizione per comprare una casa è praticamente disporre dei contanti, cosa decisamente impossibile. Secondo l’ultima indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie per comprare casa occorrono in media undici anni di stipendi.

Le banche sono diventate iperprudenti, chiedono mille garanzie e la sottoscrizione di onerose assicurazioni, e alzano i tassi d’interesse sui mutui, ben oltre la percentuale concordata con i clienti. Secondo Federabitazione, negli ultimi mesi il 40% delle richieste di mutuo inoltrate da possibili acquirenti di abitazioni alle banche ha ricevuto esito negativo e, nei casi di risposta positiva, il mutuo è stato concesso per un importo significativamente ridotto rispetto alla richiesta iniziale.

Le banche, però, negano: da un’inchiesta realizzata da Repubblica.it emerge, per esempio, che Monte dei Paschi di Siena attribuisce la riduzione della richiesta di mutui alla prudenza dei clienti che mostrano una propensione all’indebitamento nettamente inferiore al recente passato.

Stessa opinione quella di Unicredit e Montepaschi, secondo cui il calo della richiesta di mutui è un effetto diretto del contesto economico, che da una parte rende insicuri i consumatori e dall’altro aumenta i costi per il sistema bancario. Per un vero cambiamento, concordano le banche, bisognerà aspettare un calo dello spread e quindi dei tassi d’interesse applicati alla clientela.

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di Marianna Quatraro pubblicato il