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Le aliquote Imu su case e terreni: le variazioni dei Comuni



L'Ici abolita dall’ultimo governo Berlusconi, e reintrodotta dal premier Monti nel decreto salva Italia, per riportare l’Italia in linea con gli altri stati membri dell’Unione Europea, prevede aliquote che partono dal 4 per mille e dalla seconda in poi quasi raddoppia al livello del 7,6 per mille.

I sindaci posso ritoccare in aumento o in diminuzione del 2 per mille; per le seconde abitazioni, invece, possono variare l’aliquota del 3 per mille. Per la prima casa e le relative pertinenze la norma prevede una detrazione di 200 euro, che può essere poi aumentata di altri 50 euro per ogni figlio convivente fino ai 26 anni di età e per un importo massimo di 800 euro.

La dichiarazione Imu dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui sorge il presupposto impositivo. La prima scadenza da segnare in calendario è quindi quella del 30 giugno 2013, dopo di che il modello sarà da presentare l'anno dopo ogni cambio rilevante nella situazione del proprietario, per esempio a causa della vendita di un immobile. 

La bozza del decreto sulle semplificazioni fiscali conferma poi l'anticipazione dei versamenti per il 2012: per l'acconto di giugno i contribuenti dovranno calcolare quanto versare sulla base dell'aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni dei sindaci.

Secondo Coldiretti Lombardia, l’impatto dell’Imu sulle aziende agricole sarà di circa 40 milioni di euro anche se bisognerà vedere come si comporteranno i comuni. Ma considerando, in generale, che la tassa avrà un impatto importante sulle aziende e sulla loro esistenza, Coldiretti chiede agli enti locali di applicare aliquote minime sia alla generalità dei cittadini che alle aziende agricole.

Per fare qualche esempio, la Coldiretti Lombardia ha stimato che un'azienda florovivaistica dovrà pagare circa 1.800 euro ogni 3 mila metri di serra, mentre su un allevamento da latte con 150 animali in stalla, 13 mila quintali di quota e 60 ettari coltivati, l'Imu avrà un impatto stimati di 4.500 euro.

L’Imu peserà, dunque, non poco anche sulle imprese e se nel 2011 più di 20 mila aziende hanno chiuso i battenti, l’arrivo dell’Imu per i fabbricati rurali e l'aumento degli estimi catastali per i terreni agricoli previsti dalla manovra del governo Monti rappresenterà un nuovo rischio nei prossimi anni per l’attività di altre 250 mila aziende.

La nuova Imu rappresenterà però una vera e proprio stangata per i proprietari di seconde e terze case, con un’aliquota dell’Imu al 9,6 per mille, forse al 10, per le seconde case. A Genova, come del resto in altri comuni di Italia, la stangata arriverà.

La relazione della dirigente del settore finanze di Palazzo Bellevue, Elda Garino, dice che applicando le aliquote-base dell’Imu (4 per mille per la prima casa e 7,6 per le seconde), mantenendo l’addizionale Irpef al livello del 2011 (2 per mille), e tenendo presente la riduzione delle entrate, minori trasferimenti dallo Stato, crollo della quota di introiti che arriva dalla Casinò Spa, diminuzione del corrispettivo Rai per il Festival, e l’aumento di alcune spese, i conti non tornano.

Nel bilancio si creerebbe un deficit di 6,4 milioni. Sarà, dunque, alzata  l’aliquota Imu su seconde (e terze, quarte) case almeno fino al 9,6 per mille, considerando che ogni punto in più frutta un gettito di 4,3 milioni. Con un’aliquota del 9,6 per mille, il Comune incasserebbe circa 25 milioni di euro (altrettanti finiranno allo Stato), cui aggiungere i 3,5 milioni derivanti dall’applicazione dell’aliquota-base del 4 per mille alla prima casa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il