BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma Lavoro Monti 2012: articolo 18. Scontro sindacati-Marcegaglia. Possibile senza accordo

Scontro Marcegaglia-sindacati. Bersani: “No avanti senza accordo”



E’ scontro tra la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i sindacati: la presidente di Confindustria attacca il sindacato che protegge, sul posto di lavoro, ‘assenteisti cronici, ladri e fannulloni’, che, invece, le aziende vogliono poter licenziare, mantenendo l'articolo 18 per i soli licenziamenti discriminatori.

Il sindacato non ci sta. Immediata la reazione della Cgil: la leader Susanna Camusso dice: “Sono affermazioni non vere che offendono il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca. La trovo offensiva”. E non si fanno attendere anche le risposte di Cisl e Uil: “Oggi più che mai serve un linguaggio responsabile”, ha detto Raffaele Bonanni, precisando: “non li abbiamo mai difesi. Noi abbiamo sempre tutelato i lavoratori onesti”.

Sulla stessa scia la risposta di Luigi Angeletti che aggiunge: “Le affermazioni di Marcegaglia, su cui poi lei stessa ritorna per precisare che non c'é una mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali gettano benzina su una trattativa, difficile e in pieno corso, sulla riforma del mercato del lavoro”.

Le affermazioni della Marcegaglia arrivano a mettere ulteriore tensione con i sindacati, già nata dopo il presidente del Consiglio Mario Monti ha annunciato l'intenzione di andar avanti sulla riforma del lavoro anche in assenza di un accordo con le parti.

Ma il leader del Pd, Pierluigi Bersani ha detto: “Non condivido la tesi di andare avanti anche senza accordo. Se non ci sarà accordo, il Pd valuterà in Parlamento quel che viene fuori sulla base delle nostre proposte. In questo momento di recessione serve la riforma ma serve anche la coesione. Serve una scommessa insieme e sono convinto che il governo è impegnato a raggiungere un accordo. Il Pd seguirà quell'accordo”.

Intanto, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, replica a chi fa rilevare che le innovazioni del mercato del lavoro sono più facili in periodi di crescita e non di recessione, che le nuove norme potrebbero entrare in vigore tra 12 o 18 mesi, cioè quando sperabilmente la fase recessiva della nostra economia sarà superata. Monti assicura “La riforma del lavoro arriverà entro la fine di marzo e ci ispireremo al modello della flexsecurity adottato nei paesi del Nord Europa”.

L’esecutivo sembra dunque intenzionato a varare alcune misure che si avvicinano alla proposta del senatore del Pd, Pietro Ichino, che vorrebbe creare in Italia un mercato del lavoro molto simile a quello della Danimarca, con minori vincoli ai licenziamenti e una revisione dell’articolo 18.

In discussione anche apprendistati, ammortizzatori sociali, flessibilità. Sulla flessibilità in entrata imprese e sindacati concordano sull'apprendistato come il principale canale d'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Questo contratto a causa mista sarebbe applicabile ai lavoratori fino a 29 anni o ai lavoratori in mobilità che vengono reinseriti.

Il contratto è a tempo indeterminato ma va confermato dopo tre anni. Sulla cassa integrazione, le ipotesi parlano di limitarne il ricorso ai soli casi in cui si possa riprendere il lavoro rapidamente, puntando fondamentalmente sulla Cig ordinaria, quindi della durata di 52 settimane.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il