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Costa crociere a rischio fallimento dopo incidente nave Concordia. Ultime notizie aggiornate

Scongiurato il disastro ambientale, cresce il registro degli indagati: ultime notizie Concordia



Mentre sembra sia stato scongiurato il disastro ambientale nel mare dell’isola del Giglio, dopo la prima fase di svuotamento dei sei serbatoi di poppa della Costa Concordia che contenevano il 67% di tutto il carburante presente sull'imbarcazione da crociera e il tutto nei tempi previsti dalla Protezione civile, la prossima emergenza della Costa Crociere sembra quella di evitare il fallimento.

Le prenotazioni sono, infatti, in calo del 35%, ma nonostante i vertici della società continuino a sostenere che Costa Crociere è una società che non rischia di fallire in quanto ad azienda, dopo l’incidente della Costa Concordia, il suo marchio è stato irrimediabilmente compromesso.

Pierluigi Foschi, presidente Costa Crociere, ammette che la compagnia ha accusato un tracollo nelle prenotazioni: “Siamo sotto di un 35% rispetto allo scorso anno. Certo, c’è la crisi e ci aspettavamo un anno difficile. Ma è evidente che il naufragio pesa”, e sul rischio fallimento precisa: “Costa Crociere ha un capitale netto di svariati miliardi di euro. La società è solida ma se non fallisce come società potrebbe fallire come marchio”.

Sulle novità in merito ai sistemi di navigazioni, Foschi ha inoltre annunciato: “Stiamo valutando un nuovo sistema elettronico che, una volta tracciata la rotta, la rimbalzi a terra al nostro centro di controllo per poter verificare in tempo reale che venga effettivamente eseguita”, mentre dall’Europa, all’indomani del tragico naufragio dello scorso 13 gennaio della Costa Concordia, le tre principali associazioni crocieristiche (Ecc, Clia e Psa) hanno imposto con effetto immediato l’obbligo di esercitazione prima della partenza. Intanto continua a riempirsi l’elenco degli indagati.

Dopo intense riunioni dei pm, tenutesi da venerdì scorso ad oggi, domenica esclusa, la procura di Grosseto ha raggiunto un nuovo chiarimento del quadro investigativo sul naufragio della nave Costa Concordia, che porterà all’iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati, oltre ai nomi già noti del comandante Francesco Schettino e del suo vice in plancia Ciro Ambrosio.

I nuovi indagati, secondo alcune indiscrezioni, potrebbero riguardare il personale di terra della Costa spa e altre figure già presenti nell’inchiesta. Tra i reati che potrebbero essere contestati, quelli di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono dei passeggeri, e per Schettino l’abbandono della nave. E crescono, nel frattempo, le richieste di risarcimento da parte dei passeggeri naufraghi.

Mentre Costa Crociere continua a proporre il risarcimento di 14mia euro per ogni passeggero, dall’America arrivano richieste milionarie. Ma il 30% dei naufraghi della Costa Concordia ha già aderito alla proposta di risarcimento concordata dall’azienda e dalle associazioni dei consumatori.

Furio Truzzi, vice-presidente di Assoutenti, ha detto che “I più solleciti ad aderire sono stati i tedeschi, gli svizzeri e gli austriaci mentre gli italiani sono circa 250, il 25% del totale. Al momento sono giunte anche 400 richieste da parte di avvocati. Il risarcimento previsto dall’accordo ammonta a 11.000 euro, più 3.000 di rimborso per il viaggio, cifra che verrà interamente versata dopo sette giorni dall’accettazione della liberatoria”.

L’accordo riguarda solo i naufraghi mentre per i feriti o i parenti delle vittime è previsto un percorso differente. Costa Crociere ha anche annunciato di aver raggiunto un accordo con le associazioni dei consumatori affinché siano prorogati di 45 giorni i termini di accettazione degli indennizzi per il disastro della Concordia. La scadenza è fissata ora al 31 marzo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il