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Liberalizzazioni taxi e farmacie: decidono i Comuni. Governo Monti battuto

Le ultime modifiche al dl liberalizzazioni 2012



Le nuove licenze dei tassisti tornano in capo ai sindaci. L'Ici per la Chiesa non si farà subito ma con un emendamento: sono queste le novità fondamentali del decreto liberalizzazioni che arriverà il Aula mercoledì prossimo per il voto. Sui taxi, la decisione su eventuali nuove licenze da mettere a bando torna in capo ai sindaci, così come l'extraterritorialità del servizio.

A decidere eventuali nuove licenze saranno Comuni e Regioni nell'ambito delle loro competenze.  Saltano doppia licenza, licenze part-time, taxi stagionali. L'Autorità dei trasporti, che avrebbe dovuto adeguare i livelli di offerta e aumentare le licenze sentiti i sindaci, si limiterà ad esprimere un parere obbligatorio, non vincolante, a monitorare e verificare il servizio, le tariffe, la qualità, le esigenze delle città, fornendo una semplice analisi costi-benefici in base alla quale i sindaci possono adeguare il numero delle auto, bandendo concorsi straordinari.

Se non lo facessero senza valide motivazioni, l'Autorità ricorrerà al Tar. Confermato il taxi ad uso collettivo e il servizio fuori città ma solo in base ad accordi sottoscritti dal sindaco con i Comuni interessati. Maggiore libertà nel fissare le tariffe.

Sulle farmacie crescono le resistenze per le nuove aperture, il cuiostacolo maggiore riguarda le nuove aperture (se ne prevedono 5 mila in più con un ampliamento del 25% della pianta organica), considerate dannose dalla categoria. e i malumori su tariffe e preventivi dei professionisti.

Per quanto riguarda l’Ici delle onlus, le nuove norme che dovrebbero estendere il pagamento dell'imposta anche agli immobili della Chiesa usati a fini commerciali, seppur in modo non esclusivo, con tutta probabilità non saranno inserite nel decreto sulle semplificazioni fiscali che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare venerdì prossimo, ma verrebbero affidate ad un emendamento ad hoc perché siano condivise anche dal Parlamento, nel successivo iter di conversione del decreto.

Per quanto riguarda il capitolo banche, potranno continuare a condizionare il mutuo o il credito al consumo (novità dell'ultima ora) alla sottoscrizione di una polizza sulla vita. Se lo fanno, hanno però l'obbligo di accettare la polizza scelta dal cliente, tra quella reperita da lui stesso sul mercato e la doppia opzione presentata dalla banca (di compagnie a lei non riconducibili).

La banca non potrà poi vincolare mutuo e apertura di conto corrente. L'obbligo sarà considerato una pratica commerciale scorretta. Molte, invece, le novità in tema di Rc auto. A partire dalla stretta sulle frodi alle assicurazioni e sui risarcimenti facili ai furbetti, dunque i danni di lievi entità causati da incidenti stradali non saranno più rimborsati, a meno che non siano certificati da esami medici obiettivi.

Previsto il carcere da 1 a 5 anni, invece che da 6 mesi a 4 anni, per chi simula il danno, fisico e all'auto. Circolare senza Rc auto sarà ancora più rischioso: il nominativo passa alla polizia e al prefetto, se non si paga entro 15 giorni dall'inserimento dell'elenco di veicoli non coperti.

Sarà poi cancellato il taglio del 30% della somma risarcita, se l'auto è riparata da officine di fiducia (non convenzionate con le compagnie) e sorgeranno due nuove banche dati, accanto a quella dei sinistri presso l'Isvap: l'anagrafe testimoni e quella danneggiati.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il