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Assegni familiari 2012: fasce redditi, rivalutazione importi. Regole per fare richiesta e novità

Un aiuto per famiglie bisognose e neomamme: come averlo



Via libera ai nuovi limiti di reddito mensili validi per il 2012 sia per il riconoscimento del diritto agli assegni familiari sia per la cessazione o riduzione degli assegni familiari stessi e delle quote di maggiorazione di pensione. I nuovi limiti di reddito familiare in vigore dal primo gennaio 2012 nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa riguardante l’Assegno per il nucleo familiare (Anf) sono riportati sul sito dell’Inps.

L’aiuto economico scatta solo per i più bisognosi, in base all’indicatore della situazione economica (Ise) calcolato gratuitamente dai patronati. L’assegno per i nuclei familiari quest’anno è di 135,43 euro al mese, per tredici mesi. È riservato agli italiani e agli altri cittadini europei che hanno almeno tre figli minori. Per le famiglie di cinque componenti, con almeno tre minori, il valore Ise non deve superare i 24.377,39 euro.

La domanda si presenta in Comune, entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello per il quale è richiesto l’assegno. Spazio anche all’assegno di maternità nel 2012 è di 324,79 euro al mese, per cinque mensilità. È riservato alle neomamme che non lavorano, italiane o cittadine di altri paesi dell’Unione europea.

Le extracomunitarie sono ammesse solo se hanno la carta di soggiorno (permesso ce soggiornanti di lungo periodo). È richiesto un valore Ise non superiore a 33.857,51 euro per le famiglie con tre componenti, l’asticella naturalmente sale se aumentano i familiari.

La domanda va presentata negli uffici del Comune di residenza entro sei mesi dal parto. L'Insp ha illustrato anche i limiti di reddito mensili per il diritto agli assegni familiari.

Nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.

Gli importi delle prestazioni sono di 8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri e piccoli coltivatori diretti per i figli; di 10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi per il coniuge e i figli.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il