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Decreto fiscale 2012 Monti: novità ufficiali approvate

Via libera al dl semplificazioni: misure ufficiali



Dopo sei ore di Consiglio dei Ministri è arrivato venerdì sera il via libera al pacchetto semplificazioni 2012 e non solo: il governo ha approvato un importante decreto legislativo che equipara il lavoro interinale a quello dei dipendenti delle aziende in cui si presta il lavoro, con adeguamento di orari, straordinari e, soprattutto, di tutele per la maternità.

Previste sanzioni, poi, per chi approfitta prendendo soldi per garantire lavoro. In arrivo novità per rendere più rapido il cambiamento di cognome e chiunque potrà chiedere di aggiungere il cognome materno a quello paterno e le donne divorziate o vedove potranno aggiungere il cognome del nuovo marito ai figli.

Sciolto il nodo dell'Imu-Ici sugli immobili della Chiesa: si pagheranno le tasse sui locali di tutti gli enti commerciali, a partire proprio dalla Chiesa cattolica, quando l'attività non commerciale non è proprio esclusiva.

La norma del decreto più attesa, quella che prevedeva un nuovo fondo che, grazie alle entrate della lotta all'evasione nel 2012 e 2013, poteva consentire l'abbassamento della pressione fiscale, a partire dal 2014, dopo il pareggio di bilancio, è saltata.

Saltata anche la definizione della questione sulla golden share. Via libera alle altre misure, dal ritorno dell'elenco clienti-fornitori, alle black list dei commercianti che non emettono scontrini, alla cancellazione dei mini-debiti, ai nuovi controlli in incognito nelle sale dai giochi. Fissata poi per il 6 maggio la data delle elezioni provinciali.

Per quanto riguarda il capitolo Imu, l’imposta municipale sugli immobili si applicherà anche alla prima casa, anche se sono previsti sconti in base al numero di familiari a carico e riduzioni a discrezione dei Comuni. Il decreto fiscale getta inoltre le basi per la modernizzazione del Catasto, con l’allineamento delle rendite ai valori di mercato degli immobili, con il passaggio dal criterio dei vani a quello dei metri quadri. Per quanto riguarda le aliquote, la prima casa paga un’aliquota del 4 per mille, che può essere rivista al rialzo o al ribasso dai Comuni entro un margine del 2 per mille.

Dall’imposta sulla prima casa possono essere detratti 200 euro. Per il 2012 e il 2013 è prevista inoltre una detrazione aggiuntiva di 50 euro per ogni figlio a carico di età inferiore a 26 anni, che non può comunque superare i 400 euro. L'aliquota di base dell'imposta è pari al 7,6 per mille, con possibilità di manovra da parte dei Comuni fino al 3 per mille. Ai fabbricati rurali si applica un’aliquota del 2 per mille, che i Comuni possono ridurre all’1 per mille

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il