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Grecia: fallimento non è ufficiale ma pilotato. Rischi e conseguenze. Italia tranquilla

Default pilotato per la Grecia: nessun rischio per l’Italia



La Grecia ancora stretta nella fortissima crisi che sta attanagliando il Paese e proprio ieri Standard and Poor's ha abbassato il rating del Paese, portandolo a SD, vale a dire una valutazione di default selettivo o parziale, ultimo livello prima del default vero e proprio.

Una decisione, quella dell'agenzia americana arrivata a tre giorni dal lancio dell'operazione di swap o scambio dei titoli greci, a cui sono chiamati i creditori privati dopo il difficile accordo raggiunto una settimana fa. Ma Atene tranquillizza: “Il nuovo taglio del rating era atteso e tutte le sue conseguenze sono state anticipate, grazie alle decisioni prese dal Consiglio europeo e dall'Eurogruppo”.

Per la Grecia si profila, dunque, un default pilotato con svalutazioni del 70% per i creditori privati, secondo le previsioni del responsabile rating sovrani per l'Europa di Standard & Poor's, Frank Gill, secondo cui nello scenario di fondo la Grecia resterà nell'euro, anche perché un’eventuale uscita dall'eurozona porterebbe alla bancarotta il sistema finanziario greco.

Per Gill, inoltre, Atene riuscirà a rimborsare per tempo i bond per 14 miliardi di euro in scadenza il 20 marzo. Il ministero delle Finanze di Atene pochi minuti dopo la notizia del downgrade ha assicurato come il ribasso non avrà alcun impatto sul settore bancario greco, vista la liquidità fornita dalla Banca centrale della Grecia e dall'Efsf, il Fondo salva-Stati europeo.

Per la settima volta dal 2010 il Bundestag ha, infatti, detto sì ad aiuti anticrisi per i partner europei. Il Parlamento tedesco ha approvato il secondo pacchetto da 130 miliardi per Atene in un clima di crescente assedio alla cancelliera Merkel, secondo cui non esiste alcuna garanzia che il nuovo pacchetto di aiuti internazionali concesso alla Grecia ottenga i risultati auspicati, infatti il via libera non è servito a scongiurare l’ennesimo declassamento del debito ellenico da parte di Standard&Poor’s.

Il sì di Berlino non è però così positivo: il piano è stato approvato con 496 voti favorevoli, 90 contrari e 5 astensioni (su 620). Una maggioranza, che nasconde, però, un numero preoccupante per la cancelliera, perché sono solo 304 i deputati della maggioranza che hanno detto sì: 13 deputati della Cdu/Csu hanno respinto gli aiuti e 2 si sono astenuti.

E la Merkel ha perso la cosiddetta maggioranza della cancelliera. E per l’incertezza sulla capacità della Germania di aumentare il suo contributo per il fondo salva-Stati, la Commissione europea ha cancellato l'incontro di venerdì 2 marzo nel quale si sarebbe dovuto discutere del rafforzamento dei fondi di salvataggio europei.

Intanto oggi i cds (credit default swap), una sorta di polizze assicurative che coprono dal rischio fallimento di un titolo sottostante, sul debito greco a cinque anni sono balzati al 75%, il che significa che la protezione contro il default della Grecia costa 7,5 milioni dollari in fase iniziale, oltre a 100.000 dollari l'anno, per coprire 10 milioni di dollari del debito per cinque anni.

Il declassamento di Standard and Poor's ha spinto la Banca centrale europea a sospendere i bond di Atene come collaterali per ottenere prestiti alla Bce da parte delle banche europee. Sulla Grecia dice la sua anche Moody's, secondo cui sono stati compiuti passi in avanti, ma i rischi di un'insolvenza sui pagamenti del paese restano elevati.

Chi riteneva, dunque, che la Grecia potesse essere salva dovrà decisamente ricredersi e l’analista di Moody's Sarah Carlson ha rilevato che il fardello del debito greco resterà anche pesante per molti anni, anche con l'eventuale completamento della riduzione dei pagamenti effettivi che il Paese sta cercando di ottenere con uno scambio sui suoi titoli di Stato, concordato con i creditori privati.

Sul fronte macroeconomico, per l'Italia non sembrano esserci rischi o pericoli. A confermare la situazione di tranquillità dell’Italia, il nuovo calo dello spread fra btp e bund, a quota 359 punti, livello minimo da ottobre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il