Mutui: novità ufficiali liberalizzazioni 2012. Rinegoziazione e portabilità e assicurazioni

Le novità mutui su portabilità e rinegoziazione



Banche, taxi e assicurazioni: il governo ha sciolto le questioni più importanti del decreto liberalizzazioni. Sulla questione taxi, è stato deciso che saranno i Comuni a fissare, se necessario, l'incremento delle licenze taxi e non l’Autorità dei trasporti, che fornirà un parere non vincolante, che se sarà disatteso potrà essere impugnato al Tar; e sulle farmacie, viene innalzato da 3.000 a 3.300 abitanti il tetto per l'apertura di nuove farmacie viene spostato e concorsi per quote e dal 2013 potrebbero arrivare nelle farmacie i cosiddetti farmaci mono dose.

Tante le novità per quanto riguarda le banche, a partire dallo stop a qualunque clausola delle banche per le linee di credito, alla possibilità del mutuo portabile e rinegoziabile, senza alcun addebito e perdite di tempo, allo stop all’obbligo di aprire un conto corrente presso la banca in cui si stipula il mutuo.

Quando un cliente sottoscriverà un mutuo in banca non sarà, infatti, più obbligato ad aprire un conto corrente in quell'Istituto. Inoltre la banca dovrà proporre al cliente almeno due polizze di due compagnie assicurative diverse. L'utente ne potrà sottoscrivere una da lui trovata sul mercato.

Queste novità arrivano a tranquillizzare ancor di più gli aspiranti mutuatari che in questo periodo sembrano ritrovare l’entusiasmo grazie agli spread in ribasso. Nel mese di febbraio lo spread medio applicato sui mutui viaggia oltre i 350 punti base, sia per le offerte a tasso variabile che per quelle a tasso fisso e a marzo, per la prima volta da maggio 2011, alcune banche potrebbero invertire la tedenza sugli spread diminuendoli e cercando di aprire il rubinetto del credito.

Secondo Stefano Rossini di MutuiSupermarket, “Il mercato si potrebbe attendere un'offerta di 30-40 punti base in meno nei prossimi 30-40 giorni. Sarebbe un primo segnale positivo che potrebbe far scattare un effetto domino al ribasso. Lo stesso effetto che, soprattutto a partire da settembre, ha spinto la maggior parte degli istituti a rialzare gli spread accodandosi ai continui rialzi praticati dalle banche price makers, quelle che di solito muovono per prime il mercato”.

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di Marcello Tansini pubblicato il