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Esodati: pensioni e regole Milleproroghe da modificare in decreto liberalizzazioni 2012

Ancora aperta la questione esodati: cosa succederà



Continua a tenere banco la questione pensioni, soprattutto nella voce che riguarda gli esodati. Ci sono almeno 60 mila persone cui è stata modificata la normativa in corso d’opera e che, avendo stipulato accordi di esodo volontario con la propria azienda senza rispettare i criteri delle disciplina vigente, si ritrovano senza lavoro e senza pensione.

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha più volte ribadito che la questione sugli esodati sarebbe stato riaperta con un provvedimento ad hoc, successivo all’approvazione delle riforma e c’è chi sostiene che la materia possa essere discussa in seno al dibattito sulla riforma del mercato del lavoro.

Ma si continua ad attendere. Se, in generale, la riforma sulle pensioni, nonostante le misure rigide e pesanti, va comunque nella giusta direzione, sicuramente è da rivedere la posizione di quei lavoratori, gli esodati appunto, che sono stati mandati a casa in previsione di una pensione nell'arco di pochi mesi, che ora rischia di saltare.

A confermare questa necessità anche il leader del Pd, Pierlugigi Bersani, secondo cui “La riforma del sistema pensionistico ha messo in equilibrio il sistema in una forma che in Europa è sconosciuta. Ma qualche particolare va aggiustato. Ci sono 50-60mila persone in Italia che non hanno più un lavoro e che fino a qualche mese fa avevano la prospettiva di una pensione nel giro di pochi mesi.

Adesso, con lo slittamento delle finestre, queste persone rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione per diversi anni. Noi non consideriamo chiusa la questione pensioni finché questo problema non è risolto”.

Nel milleproroghe, i tentativi di Pd e Pdl di allargare la platea dei lavoratori licenziati o usciti dalle aziende dopo un accordo, per i quali non varrà la riforma delle pensioni, sono stati fermati dal ministro Fornero.

Salvi solo gli esodati che hanno risolto il rapporto di lavoro il 31 dicembre, mentre il testo arrivato dalla Camera includeva invece i lavoratori esodati in data antecedente al 31 dicembre 2011. Nulla di fatto per coloro che hanno firmato accordi con le aziende ma la cui uscita è prevista per i mesi successivi alla fine dell'anno scorso. La questione torna nel dl liberalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il