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Obbligazioni corporate 2012: meglio le aziende che i titoli di Stato anche se spread cala

Utilities, obbligazioni industriali e bancarie: su cosa puntare nel 2012



Il mercato sembra si stia riprendendo: cala lo spread, sale la Borsa e sono ritornate a correre le aziende italiane sul mercato dei bond, tanto che sia Atlantia che Eni hanno raccolto adesioni molto superiori alle offerte, collocando in qualche caso i loro titoli a tassi inferiori rispetto ai Btp di pari durata.

Per quanto riguarda i rendimenti, quelli delle obbligazioni aziendali stanno avendo la meglio sui Btp di pari durata, anche 3 di punti superiori. Investire in corporate bond, come sottolineato da un’analisi di Corriereconomia, significa mettersi al riparo dalle turbolenze del mercato che attualmente potrebbero ancora persistere. Ma perché questo accada è bene scegliere obbligazioni sicure.

Nel 2012 la scelta potrà ricadere su su obbligazioni bancarie, societarie e governative, con rischi limitati e buoni rendimenti. Partendo da quelle bancarie, la stima delle obbligazioni dei principali gruppi bancari italiani in scadenza nel 2012 è tra 85 e 100 miliardi e ciò significa che i correntisti dei maggiori istituti di credito del nostro Paese potrebbero ricevere agli sportelli una buona offerta di bond.

Considerando poi che i titoli di Stato italiani in scadenza quest'anno ammontano a oltre 300 miliardi e, a livello europeo, i bond bancari in scadenza sono circa 400 miliardi, la concorrenza delle banche italiane sarà molto forte. Più sicuri sembrano poi i titoli emessi da aziende che appartengono ai comparti meno ciclici dell’economia, con scadenza breve o medio-breve, bene anche le emissioni del comparto delle utilities e le obbligazioni aziendali.

Secondo Antonio Mauceri, amministratore delegato della società di investimento indipendente Augustum Opus Sim, che gestisce la Sicav New Millenium corporate bond (+53,5% in tre anni), è bene, dunque, investire in corporate bond “perché i rendimenti sono superiori a quelli dei titoli pubblici e poi perché, come hanno dimostrato le emissioni di Eni e di Enel, nei momenti peggiori della crisi i corporate bond reggono meglio le tensioni dei mercati”.
 
Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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