Conti deposito: conviene investire adesso Marzo prima di bollo e tassi interessi più bassi

Mini patrimoniale e nuova liquidità da Bce: cosa cambia per i conti deposito



I conti deposito sono stati strumenti privilegiati nel 2011, per i buoni rendimenti offerti e perché permettono di vincolare somme di denaro per non troppo tempo, e nel 2012 andrà ancora meglio, grazie anche alle novità disposte dalla Manovra Monti, per cui è previsto un taglio della ritenuta fiscale sugli interessi maturati e la tassazione sui rendimenti è scesa a partire da gennaio 2012 dal 27 al 20%.

Sono diverse le banche italiane che cercano di attirare nuovi clienti proponendo conti deposito con rendimenti oltre il 4% di interesse all’anno, a seconda delle scadenze. Per ottenere dei rendimenti così generosi i risparmiatori devono però accettare di vincolare le proprie somme di denaro in giacenza per un periodo di tempo di almeno 12 o 24 mesi.

I tassi di interesse oggi, però, sono in generale più bassi per l’euribor in ribasso e per il calo dello spread btp-bund e quindi bot-btp che rendono di meno, per cui le banche offrono di meno perchè non devono gareggiare con bot e o btp che danno il 5%.

Ma chi decide di aderire ad un conto deposito, meglio lo faccia subito, considerando che la Manovra Monti prevede ora anche per i conti deposito nuovi bolli e tasse per i conti deposito, la cosiddetta mini-patrimoniale, novità che arriva dal decreto sulle semplificazioni fiscali, che nella sua versione definitiva vede una correzione sulla tassa sul risparmio, estesa anche ai depositi bancari e postali e ai certificati di deposito.

Secondo la nuova norma, saranno tassate le comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, anche non soggetti a obbligo di deposito, compresi i depositi bancari e postali anche se non rappresentati da certificati. L’imposta sarà calcolata sull’ammontare del deposito nel caso dei conti deposito: l'aliquota sarà dell’1 per mille per il 2012, mentre passerà all'1,5 per mille nel 2013.

Se, dunque, fino a qualche tempo fa non c’era alcun dubbio sulla convenienza dell’investimento in conti deposito, oggi forse la situazione sembra offuscarsi. Se gli alti rendimenti, la facilità di apertura e la tassazione bassa sono state le condizioni favorevoli che hanno spinto i conti deposito in questi mesi, la notizia della mini-patrimoniale ha già frenato il loro successo.

A questa novità si aggiungono le conseguenze che può avere la maxi-ondata di prestiti arrivata agli istituti dalla Bce. L’ operazione di finanziamento, che ha iniettato una liquidità di quasi 530 miliardi di euro alle banche, potrebbe  infatti portare a un abbassamento dei rendimenti offerti dai conti deposito, perché le banche potrebbero non aver più una necessità forte di raccogliere liquidità dai clienti.

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di Marianna Quatraro pubblicato il