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Pensioni: età per andare è la più alta in Europa dopo le riforme

In Italia si va in pensione più tardi che in tutta Europa



Italia paese non solo con le tasse più alte ma anche con l’età pensionabile più alta: nel 2012, infatti, i lavoratori italiani avranno l’età di pensionamento più alta in Europa, con 66 anni e 11 mesi, a fronte dei 65 anni e 9 mesi della virtuosa Germania e i 66 della Danimarca.

Questo è quanto emerge dal Libro bianco sulle pensioni diffuso dalla Commissione europea. Con 66 anni e 11 mesi per uomini e donne l’Italia deterrà il primato che si consoliderà successivamente perché la stessa riforma prevede adeguamenti periodici dell’età di pensionamento alla speranza di vita.

Così si arriverà, secondo le previsioni, a 68 anni e 11 mesi nel 2040, a 69 anni e 9 mesi nel 2050 e a 70 anni e 3 mesi nel 2060, anno in cui la Germania, se non interverranno riforme, sarà ferma a 67 anni, il Regno Unito a 68.

Il salto è enorme se si pensa che fino allo scorso anno nel nostro Paese l’età di pensionamento di vecchiaia era di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne e c’era la possibilità di uscire dal lavoro con la pensione di anzianità a quota 96 (60 anni d’età e 36 di contributi oppure 61+35).

L’aumento dell’età pensionabile è inevitabile, si sottolinea nel documento della Commissione, visto che entro il 2060 la speranza di vita alla nascita dovrebbe aumentare in Europa di 7,9 anni per i maschi e di 6,5 anni per le femmine. Le riforme serviranno inoltre a contenere la spesa, che attualmente supera in media il 10% del prodotto interno lordo (in Italia siamo intorno al 15%, ma la nostra è la società più vecchia del continente) e che arriverà probabilmente al 12,5% nonostante i correttivi già decisi in numerosi Paesi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il