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Pensioni 2012 precoci: problemi e domande da risolvere come esodati, mobilità e usurati

Le questioni pensioni ancora in sospeso: la situazione



La riforma delle pensioni lascia aperte una serie di questioni che dovranno essere affrontate, soprattutto per precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni, ed esodati, per i quali non valgano le deroghe previste dalla riforma e che, avendo stipulato delle intese con la propria azienda per andare in pensione anticipatamente dietro incentivo, ma senza aver rispettavo i crismi della nuova disciplina vigente, si ritrovano senza lavoro e senza trattamento previdenziale.

Altra questione da risolvere è quello dei lavori usuranti, per cui per anni sono stati annunciati provvedimenti che sanassero definitivamente la loro situazione, ma per cui non è mai stato fatto nulla di risolutivo. A partire dalla definizione esatta delle tipologie che, effettivamente, rientrano in tale categoria e che necessitano di un’anticipazione dell’uscita dal lavoro rispetto agli altri.

Bisognerà, dunque, rimettere mano al trattamento previdenziale dei lavoratori esodati e precoci nella riforma del sistema pensionistico del ministro Elsa Fornero. L’emendamento prevede la tutela di esodati, lavoratori prossimi alla pensione che avevano firmato per restare, e lavoratori precoci, al lavoro dall’età di 16-18 anni e gravemente penalizzati dalla riforma previdenziale 2012.

Per gli esodati quei lavoratori che, trovandosi in procinto di andare in pensione, (quando cioè mancavano loro ancora pochi anni), avevano fatto un accordo con l’azienda, l’accordo prevedeva che si sarebbero licenziati su base volontaria in cambio dell’assicurazione che sarebbero, entro la data stabilita, andati in pensione.

La nuova legge, che sposta in avanti l’uscita dal lavoro, aveva fatto temere a questi lavoratori la possibilità di rimanere senza pensione e senza un lavoro. Con l’emendamento del Milleprororghe non è però accaduto.

Per i lavoratori precoci, coloro che avendo iniziato a lavorare tra i 16 ed i 18 anno erano stati colpiti dai disincentivi alla pensione di anzianità della riforma delle pensioni Fornero, con l’emendamento al Milleproroghe, da oggi al 2017 potranno andare in pensione con 42 anni e un mese di contributi, 41 anni e 1 mese per le donne, anche se non avranno compiuto 62 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il