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Laureati disoccupazione sempre più alta e stipendi sempre più bassi

Crescono i laureati disoccupati e calano gli stipendi: gli ultimi dati



I laureati italiani sono sempre più disoccupati: dopo i dati allarmanti di qualche giorni fa sul tasso di disoccupazione sempre crescente che riguarda proprio il mondo dei giovani, arrivano ancora brutte notizie dei ragazzi.

Oltre al tasso di disoccupazione giovanile superiore al 31% secondo i dati Istat di gennaio, ora, infatti, arriva anche l'aumento della disoccupazione tra i laureati: questo è quanto stabilisce il XIV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, circa 400mila ragazzi coinvolti.

Secondo il consorzio interuniversitario la disoccupazione dei laureati triennali è passata dal 16% del 2009 al 19% del 2010, dato che sale anche per i laureati specialistici, passato dal 18 al 20%. Andrea Cammelli, direttore di Almalaurea, spiega che si tratta di un fenomeno piuttosto preoccupante, inoltre, mentre Francia, Germania, tutti i Paesi Europei hanno investito di più nelle professioni qualificate per uscire dalla crisi, l'Italia è l'unica in controtendenza.

Non conforta neanche il confronto con i dati del 2007. I laureati triennali disoccupati del 2010 fotografati da Almalaurea, sono infatti aumentati dell'8%, percentuale che lievita per i laureati specialistici (9%) e per gli specialistici a ciclo unico (+10%).

A questa situazione allarmante, si aggiunge anche il calo di quanti riescono ad ottenere un lavoro a tempo indeterminato: la stabilità riguarda infatti il 42,5% dei laureati occupati di primo livello e il 34% dei laureati specialistici (con una riduzione, rispettivamente, di 4 e di 1 punto percentuale rispetto all’indagine 2010). Il tutto accompagnato da stipendi decisamente bassi.

Dai dati, infatti, emerge che ad un anno dalla laurea si percepisce uno stipendio pari a 1.105 euro mensili netti per i laureati di primo livello, 1.050 per gli specialistici a ciclo unico, 1.080 per gli specialistici.

Una retribuzione decisamente bassa per chi dopo anni e anni impegnati nello studio per conseguire un titolo e aspirare ad una carriera degna dei proprio studi, si ritrova, invece, con una somma che non permette ormai di poter vivere decorosamente e lontani da casa di mamma e papà.

A distanza poi di dieci anni dal conseguimento della laurea, il laureato medio italiano guadagna poco più di 1.600 euro al mese, reddito che scende sotto quota 1.400 euro se la laurea è di area psicologica o in architettura, e sotto i 1.300 euro se la facoltà da cui è uscito è quella di lettere.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il