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Tangenti in Regione Lombardia: tutta la storia. Accuse e ruolo Lega, politici e imprenditori

Bufera al Pirellone: i piani alti accusati di corruzione. Cosa sta accandendo



Una nuova indagine si abbatte sui piani alti della Regione Lombardia e svela un presunto giro di tangenti da oltre un milione di euro che sarebbero finiti agli esponenti locali della Lega Nord. Dopo i casi di 'mazzette' che hanno riguardato Penati, Nicoli Cristiani e Ponzoni, nell'ordine un esponente del Pd e due del Pdl, gli inquirenti milanesi sono ora sulle tracce di versamenti illeciti utilizzati, secondo l'accusa, dalla Lega a livello territoriale.

Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Davide Boni, è indagato per corruzione in relazione a una serie di presunte tangenti al comune di Cassano d'Adda, insieme al capo della sua segreteria, Dario Ghezzi, e a Marco Paoletti, fino a qualche mese fa consigliere provinciale della Lega, poi sospeso e passato al gruppo misto.

Secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, Boni e Grezzi avrebbero gestito affari illeciti e spartito tangenti che l'architetto Michele Ugliola e il cognato Gilberto Leuci avrebbero concordato con alcuni imprenditori, tra cui Luigi Zunino e Francesco Monastero (legato al gruppo Sile Costruzioni).

Il meccanismo sarebbe nato perchè alcuni amministratori locali favorissero gli interessi immobiliari degli imprenditori in diverse aree di Milano e dell'hinterland, soprattutto per la realizzazione di centri commerciali. Ed è per questo che i pm stanno valutando anche la possibilità di contestare il reato di finanziamento illecito ai partiti. L’avviso di garanzia, arrivato durante una seduta del consiglio regionale, ha scatenato la bufera.

L’opposizione chiede le dimissioni di Boni, che respinge le accuse dicendo di essere estraneo ai fatti contestati e disponibile a chiarire la mia posizione. Alcuni atti dell'inchiesta poi sono stati trasmessi per competenza alla Procura di Monza che indaga sul cosiddetto ‘sistema Sesto’, in cui è coinvolto lo stesso Ugliola che avrebbe intrattenuto rapporti anche con amministratori e imprenditori per progetti a Sesto San Giovanni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il