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Grecia: fallimento e conseguenze per Italia. Le banche che hanno aderito allo Swap

Se la Grecia fallisce al via domino sull’intera zona euro



Se la Grecia dovesse davvero fallire, potrebbe costare oltre mille miliardi di euro e comporterebbe aiuti straordinari per Italia e Spagna: la previsione arriva da un rapporto dell'IIF, l'istituto internazionale che raggruppa le maggiori banche creditrici della Grecia, secondo il quale gli aiuti internazionali a Italia e Spagna da parte dei fondi di salvataggio europei e dell'Fmi salirebbero a 350 miliardi di euro.

Secondo Iif, dunque, sarebbero a rischio fallimento per Italia e Spagna, che si vedrebbero costrette a chiedere un sostegno economico esterno a istituzioni finanziarie internazionali come il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca centrale europea (Bce), e probabili danni all’intera zona euro per almeno 1000 miliardi di euro.

Il rapporto dell’Iif descrive pertanto l’eventualità di una bancarotta della Grecia come la prima pedina di un domino che coinvolgerebbe l’intera zona euro. L'8 marzo alle ore 21 scade la trattativa con i creditori privati e, se le adesioni dovessero essere sotto il 75%, scatterebbe il default disordinato. Sopra questa cifra, invece, dovrebbe verificarsi un default ordinato ma l'obiettivo di Atene resta quello di un 90% di adesioni.

Sotto il 90% ma sopra il 75% il governo greco farebbe scattare le Cac, cioè l'adesione forzata di tutti i creditori privati all'intesa che Atene ha sottoposto all'Iif. Ma Atene è ottimista sulla ristrutturazione del debito.

Ad aderire all’operazione di swap ci saranno le Generali e UniCredit, insieme ad altre 12 banche internazionali, tra cui Intesa Sanpaolo, Allianz, Alpha Bank, Axa, Bnp Paribas, Cnp Assurances, Commerzbank, Deutsche Bank, Eurobank EFG, Greylock Capital Management, Ing Bank, e National Bank of Greece.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il