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Stipendio Marzo 2012 dipendenti pubblici più basso come per privati per tasse Monti

Buste paga più leggere a marzo: il peso delle tasse



A marzo la busta paga dei dipendenti pubblici sarà più leggera a causa dell’inasprimento dell’addizionale regionale Irpef. L’aumento delle addizionali regionali è stato stabilito lo scorso dicembre nel decreto Salva Italia per compensare il mancato aumento dell’Irpef sui redditi oltre i 75 mila euro annui. L’aliquota base è passata dallo 0,9% all’1,23%.

Le regioni hanno però la possibilità di attuare un ulteriore innalzamento dello 0,50%, che porterebbe l’aliquota massima all’1,73% fino ad arrivare al 2,03% nelle regioni con elevato deficit sanitario che possono aggiungere un ulteriore ritocco dello 0,30%.

Le addizionali regionali vengono pagate nell’anno successivo a quello di riferimento e questo implica che l’incremento dell’imposta deciso da Monti è retroattivo, cioè l’imposta dovuta per il 2011 sarà interamente pagata con le aliquote maggiorate stabilite lo scorso dicembre. I lavoratori dipendenti pagano l’imposta in 11 rate da gennaio a novembre, quelli pubblici in nove rate da marzo a novembre.

E ciò significa che se i lavoratori del privato hanno già visto gli effetti del nuovo balzello lo scorso gennaio, quelli del pubblico vedranno l’alleggerimento della busta paga sul cedolino di marzo. A marzo peserà poi, sia per i dipendenti del privato che per quelli del pubblico, l’eventuale aumento delle addizionali comunali Irpef sbloccato la scorsa estate dal governo Berlusconi.

Gli altri aumenti previsti dal nuovo governo Monti prevedono anche, a giugno, il pagamento dell’Imu sulla prima casa ovvero l’imposta municipale unica che ha preso il posto dell’Ici. Il pagamento dell’imposta è previsto in due rate: la prima dovrà essere obbligatoriamente pagata entro il 16 giugno e l’importo dell’imposta dipenderà dalla rendita catastale degli immobili.

Il calcolo si baserà sulla rendita catastale che dovrà essere rivalutata del 65% e sul valore ottenuto si applicherà l’aliquota del 4 per mille (7,6 per mille per le seconde case). Sulla prima casa l’importo ottenuto potrà essere ridotto grazie alla detrazione di 200 euro prevista per tutti i cittadini e alle eventuali detrazioni per i figli, previste nella misura di 50 euro per ciascun figlio residente di età inferiore ai 26 anni. Altra novità è che a partire dal 1 ottobre l’aliquota più alta dell’Iva salirà ancora fino al 23%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il