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Borse emergenti 2012: consigli investimenti in Egitto, Turchia e Sudafrica e altre nuove nazioni

Nuovi Paesi su cui volgere lo sguardo degli investimenti: quali sono e situazione



Non solo Paesi Emergenti del cosiddetto Bric: se è, infatti, vero che cresce lo sviluppo delle economie emergenti, Brasile, Russia, India e Cina, sui quali listini si notano segnali di interesse e che nel 2012 continueranno a crescere, facendo registrare in media una crescita del 5%, è anche vero che bisognerebbe puntare lo sguardo anche verso nuovi Paesi come Egitto, Turchia e Sudafrica.

I mercati emergenti rappresentano l’ancora di salvezza del mercato azionario, una sorta di rifugio per la propria liquidità, sono considerati il nuovo motore della crescita economica mondiale, offrono opportunità d’investimento relativamente solide, grazie alle recenti riforme economiche ed alla costante crescita della classe media.

I più consigliati su cui puntare sono Brasile, Messico, Sud Africa, Cina e Venezuela. La vera ricchezza dei questi paesi è rappresentata dalla loro popolosità: rappresentano il 42% della popolazione mondiale e in un’economia capitalistica come è quella moderna e odierna, la popolosità è la principale fonte di determinazione della domanda.

Facendo, inoltre, leva sull’aumento della domanda interna, determineranno in prospettiva tassi di crescita molto sostenuti rispetto a quelli dei paesi già storicamente industrializzati. Insieme ai Paesi Bric, ci sono anche i cosiddetti Civets (Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sudafrica) che hanno Borse con prospettive decisamente attraenti e che, secondo un’analisi del Sole 24 Ore, sono ad una svolta per il futuro.

Dall’analisi del Sole 24 Oresi evince, infatti, come l’indice Igbc della Borsa colombiana abbia messo a segno un deciso rialzo dai minimi di fine novembre a 12.163 lasciandosi alle spalle già da inizio febbraio il 50% di ritracciamento del ribasso dal record del novembre 2010 a 16.278 punti; la Borsa indonesiana si sia riavvicinata molto ai massimi storici toccati ad agosto a 4.195 punti; come l'indice vietnamita Hcm (Ho Chi Minh Stock Index) sia sceso primo dai massimi dell'ottobre 2009 a 633 punti a un significativo ribasso e poi nelle ultime settimane abbia intrapreso con decisione la via del rialzo superando prima la media mobile a 100 giorni, a 390 punti circa, poi quella a 200 giorni, a 408 punti, avvicinando la trend line ribassista disegnata dal record del 2009, passante a 440 punti.

Ottimo anche l’andamento dell’indice turco. E questi sono solo segnali del potenziale di crescita che questi Paesi sono ormai in grado di raggiungere, riuscendo ad aprire nuove prospettive di investimento.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il