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Imu 2012: Milano, Roma Torino, Bologna, Firenze, Genova, Lecce. Calcolo tassa case

Calcolo Imu 2012 e prezzi in città diverse



Sta per arrivare il momento tanto temuto dagli italiani, vale a dire il pagamento della prima rata della nuova Imu, imposta sulla casa che ha sostituito l’Ici, e che colpirà tutti gli italiani, famiglie e imprese su prima o seconda casa, immobile abitativo o residenza per le vacanze, negozio o magazzino.

L’Imu sarà, infatti, applicata su alsiasi tipo di immobile (anche se per le abitazioni principali c’è un sistema di detrazioni) e rappresenterà una vera e propria batosta, peggio per chi possiede seconde e terze case. Il motivo di un conto tanto salato è dovuto alle possibili maggiorazioni delle aliquote stabilite che potranno essere effettuate dai vari Comuni e che nella maggior parte delle città italiane sono già state annunciate.

Il meccanismo di calcolo dell’Imu è uguale a quello dell’Ici ma esistono dei moltiplicatori, che di fatto fanno lievitare la base imponibile: si parte dalla rendita catastale, la si rivaluta e il risultato lo si moltiplica per un coefficiente. C’è però da considerare che le rendite catastali sono state rivalutate del 60% rispetto all’Ici.

Gli aumenti dei Comuni saranno poi differenti da città a città, a Torino, per esempio, l’aliquota arriverà al 6 per mille per avere un gettito paragonabile all'ex Ici. Per avere con l’Imu un gettito paragonabile all'ex Ici, la giunta Fassino sarà costretta a far lievitare le aliquote base, 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sulle seconde.

Aliquote più alte anche a Roma e Milano, dove tra l’altro è già stata aumentata la Tarsu del 25%. Alla Capitale servono 520 milioni, in tutto: 400 di tagli statali, altri 120 in meno per il trasporto pubblico e, per recuperare risorse, si punterà sulla nuova Imu, la tassa sugli immobili reintrodotta dal governo Monti e che sostituisce la vecchia Ici.

Sulle prime case, i Comuni avranno la libertà di aumentare l’aliquota base del 4 mille fino al 6, mentre sulle seconde case si parte dal 7,6 che può essere ritoccata di tre punti. L’idea è quella di attestarsi al 5 per mille per le prime abitazioni e si paventa la possibilità che si arrivi anche al 6. Sulle seconde case, invece, si pensa di arrivare al massimale: il numero di quelle abitazioni è molto inferiore e parte del ricavato dalla tassa finisce nelle casse dello Stato.

L’aumento di un punto dell’aliquota base dell’Imu vale 150 milioni di euro: aggiungendo il ricavato sulle seconde abitazioni si arriva ai 200 milioni circa. Portare la tassazione al 6 per mille avrebbe un beneficio economico (altri 150 milioni), ma un contraccolpo politico.

A Milano, per l’aumento dell’Imu, l’ipotesi più probabile è che Palazzo Marino decida di lasciare ferma l'aliquota sull'abitazione principale, mantenendola al 4 per mille, ma aumentando quella sugli altri immobili. Sulle abitazioni, le ipotesi parlano di un’Imu al massimo (10,6 per mille) per le case lasciate vuote e di un trattamento particolare per quelle affittate a canone concordato (4,6 per mille), mentre per le locazioni di mercato l'aliquota si potrebbe attestare al 9,6 per mille.

Prendendo poi in considerazione abitazioni di circa 100 mq, di categoria A 3, situata in una zona semicentrale, moltiplicando la rendita catastale per 100 e applicando le aliquote Ici, il risultato è che per una prima casa Genova si pagheranno 372 euro circa, a Bologna 676 euro, a Firenze 403 euro, mentre a Lecce 112 euro. Per le case sfitte, poi, si somma l’Irpef aumentata di un terzo e ne risulta che per una casa vuota a Torino si pagheranno 1.523 euro, a Milano 1.325 euro, a Bologna 2.321 euro, a Genova 1.230 euro, a Firenze 1.599 euro593, a Roma 1.792 euro e a Lecce 593 euro.

La dichiarazione Imu dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui sorge il presupposto impositivo. La prima scadenza da segnare in calendario è quindi quella del 30 giugno 2013, dopo di che il modello sarà da presentare l'anno dopo ogni cambio rilevante nella situazione del proprietario, per esempio a causa della vendita di un immobile. Per l'acconto di giugno i contribuenti dovranno calcolare quanto versare sulla base dell'aliquota di partenza dello 0,4% (0,76% dalla seconda abitazione in poi), senza tenere conto delle eventuali variazioni dei sindaci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il