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Grecia: fallimento tecnico ma concreto evitato. Conseguenze Italia. Pericolo Spagna

La questione Grecia e la sofferenza della Spagna: cosa sta cambiando



Dopo un 2011 nero, da qualche mese tutte le principali Borse mondiali sono in rialzo, con l'unica eccezione della piazza di Madrid, dove l'Ibex, da inizio anno, cede il 3,31%. Nonostante il debito sia ancora sotto controllo (per ora), la Spagna è in forte sofferenza: la disoccupazione al 20% è tra le più alte in area euro, la recessione sarà pesante quest'anno e il Governo Rajoy si è impegnato a un livello di deficit/Pil al 5,8% non di più, lontano dall'obiettivo del 4,5% indicato da Bruxelles.

Per quanto riguarda invece la questione Grecia, secondo Mario Spreafico, direttore investimenti di Schroeder Italia, l'ufficializzazione del fallimento della Grecia da parte di Moody's, avvenuta venerdì scorso, potrà dar luogo a nervosismo e volatilità. E i listini, in avvio di settimana, potrebbero subirne le conseguenze. Ma non più di tanto, perchè la ristrutturazione del debito ellenico era attesa e scontata. Al di là del balletto d'opinioni sul carattere volontario, o meno, dello swap, gli operatori da tempo si muovono considerando la Grecia in default tecnico”. 

I nuovi bond con scadenza da 11 anni a 30 anni e interessi variabili emessi da Atene in base allo swap sono già quotati sul cosiddetto grey market a interessi che si muovono inversamente al prezzo, dal 18% al 22,6%, chiaro segnale di come il mercato non sia né euforico né disperato, ma conservi un approccio molto prudente sullo swap.

In generale, comunque, la crisi greca cessa di essere un problema di esposizione per gli investitori privati che non hanno più in vista scadenze per limitarsi a un problema di rapporti politici tra Atene e troika (Fmi, Ue e Bce). Resta, infine, da capire fino a che punto la questione Grecia avrà impatto sui conti pubblici italiani.

L'Italia ha erogato finora alla Grecia 10,6 miliardi circa: il 19,18% della quota europea versata finora (56,6 miliardi) sul primo pacchetto di aiuti (110 miliardi di cui 30 a carico del Fondo monetario internazionale).

Ma se prima l'Italia realizzava un profitto finanziando la Grecia (dato dal differenziale tra il basso costo di raccolta dell'Italia e gli alti interessi richiesti ad Atene tra i 300 e i 400 punti sopra l'Euribor), dopo l'introduzione di condizioni più morbide (allungamento della durata da 3-4 anni fino a 7,5-10 o anche 15-30 anni, e taglio degli interessi fino a 100 punti) il Tesoro italiano dovrà rinunciare a questo profitto e non si sa come la situazione evolverà.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il