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Imu: calcolo tra rendite catastali e imposte comunali

Come cambia la nuova Imu: quanto pserà nelle tasche degli italiani



Sta per arrivare il primo appuntamento con il pagamento dell’Imu, la tassa sulla casa che sostituisce l’Ici e che rappresenterà una stangata per tutti gli italiani proprietari di abitazioni, soprattutto di seconde e terze case.

La tassa sulla prima casa, abolita dal Governo Berlusconi nel 2008 e tornata in vigore con il cosiddetto decreto Salva-Italia di Monti, sarà particolarmente salata, colpa degli aumenti previsti dai Comuni, che saranno differenti da città a città e che andranno a far crescere l’imposta. Sono molte, infatti, le città italiane in cui l’aliquota Imu crescerà, a partire da Torino, dove arriverà al 6 per mille per avere un gettito paragonabile all'ex Ici.

Il Comune di Torino, infatti, farà lievitare le aliquote base, 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sulle seconde e le previsioni indicano un valore dell’Imu di poco superiore ai 250 milioni di euro. Aliquote più alte anche a Roma e Milano, dove tra l’altro è già stata aumentata la Tarsu del 25%.

I soldi derivanti dall’Imu andranno, comunque, in larga parte allo Stato: da Milano a Roma, passando per Bologna e Firenze, Reggio Emilia o Terni, con la quota erariale prevista dal Salva-Italia lo Stato si prende il 50% del gettito sugli immobili diversi dalla prima cas, e le risorse che restano non bastano a pareggiare i conti con il 2011 nonostante il rigonfiamento delle basi imponibili dei nuovi moltiplicatori applicati alle rendite catastali.

E ancora, un trilocale a Pescara rende come quattro appartamenti a Lucca, e un negozio in centro a Latina equivale a tre negozi pieni di turisti a Venezia: le differenze da città a città dipendono essenzialmente, dunque, dalle diverse imposte comunali e dal risultato delle rendite catastali.

Per garantire, infatti, quasi 22 miliardi all'anno, la base imponibile dell’Imu è più alta rispetto all'Ici a causa dei nuovi moltiplicatori che aumentano in genere del 60% la base imponibile.

Nel caso degli esercenti, l'aumento del nuovo moltiplicatore (55, anziché 34 come accadeva per l'Ici) determina l'aumento record del 62% nel valore catastale. Ne risulta che l'Imu dovuta nel 2012 da un negozio di 100 metri quadri collocato nel centro storico della città sarà decisamente salata. A Roma, per esempio, il conto arriva a 4.057 euro all'anno, cioè 12 volte tanto l'imposta dovuta dallo stesso negozio a Sondrio.

Molti Comuni, comunque, stanno pensando di applicare l'addizionale per scaglioni di reddito, partendo ad esempio dallo 0,4% fino a 15mila euro annui, per poi salire gradualmente allo 0,8% oltre i 55mila euro. I rincari colpiranno, però, anche i lavoratori dipendenti e i pensionati, che hanno già risentito in busta paga o sulla pensione dell'aumento dello 0,33% dell'addizionale regionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il