BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Riforma lavoro 2012 entro 23 Marzo: le novità Fornero-Monti e sindacati

Riforma lavoro: le novità annunciate. Lunedì incontro con Monti



Continua il confronto tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro che proseguirà nei prossimi giorni. Previsto anche un incontro a Palazzo Chigi con la presenza del premier Mario Monti, lunedì prossimo. Intanto, il ministro Elsa Fornero avvierà una seria di incontri bilateri con i leader delle parti sociali sulla flessibilità in uscita, quindi sul nodo dell'articolo 18.

Del resto, questa è una settimana decisiva per la definizione dell'accordo sulla riforma del mercato del lavoro: il premier Monti e il ministro intendono chiudere la partita tra il 21 e il 23 marzo.

Obiettivo del governo ora è raggiungere l’accordo con le parti sociali e “per questa prospettiva lavoriamo in questa ultima fase” ha detto il ministro Fornero. Il piano del Governo consiste nella riduzione dei livelli di disoccupazione del Paese, portandola al 4-5% strutturale, un tassello essenziale ai fini della crescita, con un forte coinvolgimento del sud, perché “Non c'é crescita senza equilibrio tra nord e sud”, ha sottolineato la Fornero; nella creazione di fondi per i nuovi ammortizzatori che non saranno presi dal fondo sociale ma il governo si impegnerà a trovare le risorse al di fuori dei capitoli di spesa sociale.

I nuovi ammortizzatori sociali dovrebbero andare a regime nel 2015 e non nel 2017, secondo quanto riferito. La cassa integrazione straordinaria, inoltre, resterà e sarà eliminata solo la causale per cessazione attività. Dall'ultimo incontro chiuso a Palazzo Chigi i rappresentanti sindacali non sono usciti tanto entusiasti.  Mentre la Camusso parla di ‘passo indietro’, Bonanni sulla proposta di mobilità agita parla di ‘di una ecatombe sociale’.

La leader della Cgil ha detto: “Abbiamo fatto un passo indietro. L'accelerazione dell'ingresso della riforma degli ammortizzatori si traduce nel breve periodo, durante la crisi, in una riduzione della copertura e nessun vantaggio sulla prestazione economica”.

Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, poi “L'eliminazione della mobilità, con l'innalzamento dell'età pensionabile e una crisi così forte può determinare un'ecatombe sociale. E’ il punto più delicato della proposta del governo che ci preoccupa moltissimo”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il