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Reato di evasione fiscale: il controllo dei conti correnti è violazione della privacy

Giusta la lotta all'evasione fiscale, ma siamo in presenza di strappi forti allo Stato di diritto: così il Garante della Privacy



Troppi e troppo invasivi della privacy di ognuno: così sono stati giudicati i sistemi di controllo del governo Monti contro l’evasione fiscale, a partire dalla tracciabilità dei conti correnti di ogni contribuente italiano. “La massa di dati che il Fisco si prepara a chiederci per contrastare l'evasione non può non preoccupare. Anche perché quelle informazioni dovranno essere acquisite indipendentemente da ogni indagini nei confronti dei contribuenti.

Così facendo, però, si agisce trattando i cittadini da sudditi, perché è proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli. È proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha diritto di essere rispettato fino a che non vìoli le leggi, non di essere sospettato a priori”.

Così si è espresso il Garante della privacy, Francesco Pizzetti, che, pur comprendendo i motivi che hanno spinto il governo a pensare a meccanismi capillari di controllo per combattere l'evasione fiscale, giudica tali controlli uno “strappo forte allo Stato di diritto e al concetto di cittadino che ne è la radice.

L’evasione fiscale è un fenomeno legato alla particolare situazione del Paese, ma che non può non preoccupare se fosse destinato a durare a lungo in futuro riguarda la richiesta sempre più massiccia da parte delle strutture pubbliche che combattono la lotta all'evasione o le illiceità nei settori della previdenza e dell'assistenza sociale, di poter accedere ai dati personali dei cittadini”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il