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Nuova IMU-ICI e Irpef: le città più tartassate, Milano si salva. A Roma la prima casa costa 400 Euro

La Capitale la città che pagherà l’Imu più salata



Gli italiani sono pronti e ne sono consapevoli: il prezzo della nuova Imu rappresenterà una vera e propria stangata per i proprietari di case, soprattutto di seconde e terze. La tassa sulla casa che sostituisce l’Ici torna, infatti, abbastanza ‘salata’ perché alle aliquote di base previste somma gli aumenti che saranno stabiliti dai singoli Comuni e che saranno differenti da città a città, andando a far crescere l’imposta.

Sono molte, infatti, le città italiane in cui l’aliquota Imu crescerà, a partire da Torino, dove arriverà al 6 per mille per avere un gettito paragonabile all'ex Ici. Per avere con l’Imu un gettito paragonabile all'ex Ici, la giunta Fassino sarà costretta a far lievitare le aliquote base, 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sulle seconde e le previsioni indicano un valore dell’Imu di poco superiore ai 250 milioni di euro, previsione prudente tenendo conto degli sgravi sulla prima casa e dello sconto per i figli a carico.

Aliquote più alte anche e Milano, che però non risentirà particolarmente dei nuovi salassi. A pagare, invece, di più saranno i romani: secondo la Cgia di Mestre, Roma sarà la più colpita dalla nuova Imu, che costerà mediamente 397 euro ai proprietari di prima casa, contro i 345 di Bologna e i 297 di Bari.

E sempre rispetto alla vecchia Ici questa media sale a Roma di 71 euro, un incremento minore solo ai 78 euro di Venezia e ai 72 di Lecce. Ma ci sono raffronti ancora più sorprendenti, e tutti in negativo.

Prendendo come esempio un appartamento di cento metri quadri in zona semicentrale, gli esperti prevedono per Roma un’Imu di 1.444 euro, seconda solo a Venezia, contro i 1.029 euro di Torino, i 1.009 di Bologna, i 969 di Firenze e addirittura i 752 euro di Milano.

A contribuire però all’aumento dei pagamenti dei romani ci saranno anche Irpef regionale, schizzata già due anni fa dallo 0,9 all’1,23%; la Tia, la tassa per la raccolta dei rifiuti che costerà un 3,3% in più; i costi per i trasporti pubblici e la benzina.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il