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Pensione anticipata 2012: regole, età e condizioni Riforma Monti spiegati da circolare Inps

I requisiti per andare in pensione prima


Sono ancora diverse le questioni che il governo deve chiudere per quanto riguarda le pensioni, dalla ricongiunzione, alle pensioni anticipate. Questioni che riguardano prima di tutto precoci, coloro che hanno iniziato a lavorare a 15-16 anni, ed esodati, per i quali non valgano le deroghe previste dalla riforma e che, avendo stipulato delle intese con la propria azienda per andare in pensione anticipatamente dietro incentivo, ma senza aver rispettavo i crismi della nuova disciplina vigente, si ritrovano senza lavoro e senza trattamento previdenziale.

Sono esenti dalle nuove misure pensionistiche i lavoratori che abbiano maturato i requisiti per accedere alla pensione entro il 31 dicembre 2011 e le lavoratrici dipendenti o autonome che hanno optato o opteranno per il contributivo, a patto che abbiano versato contributi per almeno 35 anni. Poi ci sono tutti coloro i quali abbiano risolto o accettato di risolvere il rapporto di lavoro prima del 4 dicembre 2011.

Sono ammessi anche i lavoratori in mobilità lunga, chi a quella data era coperto da una prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà, chi, sempre a quella data, era stato autorizzato alla prosecuzione volontaria della contribuzione o chi, nel servizio pubblico, era stato esonerato dalle sue mansioni. Il decreto milleproroghe ha esteso l’esonero anche a chi al 31 dicembre 2011 avesse risolto il rapporto di lavoro in ragione di accordi individuali.

Altra questione da risolvere è quello dei lavori usuranti, per cui per anni sono stati annunciati provvedimenti che sanassero definitivamente la loro situazione, ma per cui non è mai stato fatto nulla di risolutivo. A partire dalla definizione esatta delle tipologie che, effettivamente, rientrano in tale categoria e che necessitano di un’anticipazione dell’uscita dal lavoro rispetto agli altri.

La riforma del sistema pensionistico del ministro Elsa Fornero prevede la tutela di esodati, lavoratori prossimi alla pensione che avevano firmato per restare, e lavoratori precoci, al lavoro dall’età di 16-18 anni e gravemente penalizzati dalla riforma previdenziale 2012.

Per gli esodati quei lavoratori che, trovandosi in procinto di andare in pensione, (quando cioè mancavano loro ancora pochi anni), avevano fatto un accordo con l’azienda, l’accordo prevedeva che si sarebbero licenziati su base volontaria in cambio dell’assicurazione che sarebbero, entro la data stabilita, andati in pensione.

Per i lavoratori precoci, coloro che avendo iniziato a lavorare tra i 16 ed i 18 anno erano stati colpiti dai disincentivi alla pensione di anzianità della riforma delle pensioni Fornero, con l’emendamento al Milleproroghe, da oggi al 2017 potranno andare in pensione con 42 anni e un mese di contributi, 41 anni e 1 mese per le donne, anche se non avranno compiuto 62 anni.

Da una circolare diffusa dall’Inps risulta che ai soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un'età inferiore a 62 anni si applica, sulla quota di trattamento pensionistico relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, una riduzione pari ad 1 punto percentuale per ogni anno di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto all'età di 62 anni; tale percentuale annua è elevata a 2 punti percentuali per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

Nel caso in cui l'età di accesso al pensionamento non sia intera la riduzione percentuale è proporzionale al numero di mesi. Questa riduzione si applica sulla quota di trattamento pensionistico calcolata secondo il sistema retributivo, per cui per coloro che hanno un'anzianità contributiva pari a 18 anni al 31 dicembre 1995, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011; mentre coloro che hanno un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, la cui pensione è liquidata nel sistema misto, la riduzione si applica sulla quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 1995.

Per quanto riguarda le donne, coloro che decideranno di andare in pensione con il sistema contributivo (riducendosi di fatto l'assegno), potranno farlo a 35 anni di contributi e 57 di età (58 per le autonome). Fino al 2015 la norma stabilisce in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, la possibilità di conseguire la pensione di anzianità in presenza di un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e di un’età pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.

Possono beneficiare di questa deroga le lavoratrici con un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 che non abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2007, i requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica utili per il conseguimento del diritto a pensione di anzianità; e le lavoratrici con un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 che non abbiano già esercitato il diritto di opzione per il sistema contributivo.




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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il 15/03/2012 alle ore 07:10