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Uscire dal lavoro 4 anni prima riforma lavoro: come funziona e per chi vale e da quando

Le novità della riforma Lavoro in discussione: come fare a uscire prima



Tutti ottimisti sull’esito della riforma del Lavoro che, come assicura il governo, dovrebbe arrivare entro il 23 marzo. Questa, dunque, è una settimana decisiva per la definizione dell'accordo sulla riforma del mercato del lavoro: obiettivo del governo ora è raggiungere l’accordo con le parti sociali e “per questa prospettiva lavoriamo in questa ultima fase” ha detto il ministro Fornero.

Il piano del Governo consiste nella riduzione dei livelli di disoccupazione del Paese, portandola al 4-5% strutturale, un tassello essenziale ai fini della crescita, con un forte coinvolgimento del sud, perché “Non c'é crescita senza equilibrio tra nord e sud”, ha sottolineato la Fornero; nella creazione di fondi per i nuovi ammortizzatori che non saranno presi dal fondo sociale ma il governo si impegnerà a trovare le risorse al di fuori dei capitoli di spesa sociale.

I nuovi ammortizzatori sociali dovrebbero andare a regime nel 2015 e non nel 2017, secondo quanto riferito. Ottimisti i sindacati. Secondo il ministro Fornero, bisogna innanzitutto intervenire sulle tipologie dei contratti rendendo più severi i controlli sugli abusi e incoraggiando forme più virtuose, delineando l'ipotesi di un contratto dominante sugli altri, il che significa prevedere l'entrata nel mercato del lavoro con l'apprendistato e una stabilizzazione, che però non sarà per obbligo.

Le altre novità prevedono che l'assicurazione sociale per l'impiego sostituirà la mobilità e l'indennità di disoccupazione, con estensione agli apprendisti; la durata massima è di 12 mesi per lavoratori con meno di 55 anni di età e un assegno fino a 1.119 euro.

Sarà estendibile a 18 mesi per lavoratori over 55. Sarà eliminata la cigs nei casi in cui non c'è la conservazione del posto di lavoro. Previsti fondi di solidarietà per le aziende sopra i 15 dipendenti ora non coperti dalla cassa integrazione. Per i disoccupati anziani arriva un fondo a carico dei datori di lavoro e vi potrà accedere chi ha i requisiti di pensionamento nei 4 anni successivi. L'indennità sarà pari all'importo dell'assegno di pensione.

L'indennità di mobilità scenderà a 30 mesi nel 2013, 24 mesi nel 2014 e dal 2015 entrerà in vigore la nuova Aspi (assicurazione sociale per l'impiego). Per quanto riguarda il fondo esodi, la proposta Fornero prevede la possibilità dalle aziende di stipulare accordi con i sindacati per favorire i prepensionamenti. Vi potranno accedere i lavoratori che raggiungano i requisiti di pensionamento nei successivi 4 anni.

Le aziende dovranno versare mensilmente all’Inps la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa e disporre di una fideiussione bancaria. Le domande per mandare in pensione anticipata i lavoratori dovranno essere presentate allo stesso Inps che verificherà la sussistenza dei requisiti. La prestazione sarà di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti.

Nella fase di transizione, cioè per gli esodi fino al 2015, il primo periodo può essere coperto per i lavoratori messi in mobilità dalla stessa indennità di mobilità. I nuovi fondi di solidarietà Un’altra novità del documento è la previsione di istituire obbligatoriamente un fondo di solidarietà per tutti i settori e tutte le imprese sopra i 15 dipendenti non coperte dalla cassa integrazione. Anche questi fondi saranno creati con accordi tra sindacati e imprese o, in mancanza, da un decreto interministeriale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il