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Articolo 18: novità in Riforma Monti-Fornero 2012. Sindacati e politici d'accordo

‘Cose positive’ tra governo e sindacati: aperto il confronto sull’art. 18



Le discussioni sulla Riforma del Lavoro 2012 assumono toni più pacati rispetto a quelli delle settimane scorse e sembra che il ministro Elsa Fornero stia iniziando a ‘conincere’ anche le parti sociali. Persino la leader della Cgil Susanna Camusso riconosce che stanno maturando ‘cose positive’, tanto che il ministro del Welfare parla di accordo ‘possibile’ entro la settimana prossima.

Ottimista sui risultati anche il premier Monti, convinto del fatto che se si sta andando verso un accordo su un tema spinoso come quello del lavoro, anche su altri dossier è possibile arrivare a soluzioni condivise. Anche il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parla di ‘spiragli positivi’, aprendo all'ipotesi di una manutenzione anche dell'articolo 18.

Per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la riforma del mercato del lavoro “é un'occasione unica per cambiare a 360 gradi, con una flessibilità non solo in uscita e per ridurre i dualismi e avere più flessibilità”. Il presidente di Confindustria ha, inoltre, ricordato la necessità di strumenti per gestire nei prossimi anni molte ‘ristrutturazioni industriali’.

La linea di Palazzo Chigi è quella di fare qualcosa ma senza forzare troppo la mano., stesso metodo che Monti intende seguire anche sulla giustizia. Ai segretari di Cgil, Cisl, Uil e  Ugl, il ministro Elsa Fornero ha illustrato la sua proposta sui licenziamenti, secondo cui il diritto al reintegro nel posto di lavoro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori resterebbe solo nel caso dei licenziamenti discriminatori.

Previsto, invece, solo un indennizzo per quelli per motivi economici, mentre per quelli disciplinari sarebbe il giudice a decidere se il lavoratore debba essere reintegrato oppure indennizzato, sul modello tedesco. Previsto, inoltre, un tetto al risarcimento in caso di reintegro, che dovrebbe essere di 24 mesi, ciò significa che se anche la sentenza arriva, per esempio, dopo 4 anni, il lavoratore ha diritto a non più di 2 anni di stipendio arretrato, ma i contributi per la pensione devono essere pagati dall'azienda per tutto il periodo.

Si sta infine valutando come instaurare una procedura d'urgenza per i processi in materia di licenziamento. Il ministro Fornero ha poi assicurato che le risorse a disposizione sono abbastanza per fare una buona riforma degli ammortizzatori sociali, confermando che tali risorse non arriveranno da ulteriori riduzioni alla spesa assistenziale. Su dove reperire le risorse, Fornero ha spiegato che “ci sono altri capitoli di spesa che possono essere ridotti e capitoli di entrata che possono essere adattati”.

Secondo il ministro bisogna poi intervenire sulle tipologie dei contratti, “rendendo più severi i controlli sugli abusi e incoraggiando forme contrattuali che riteniamo più virtuose”. L’idea è quella di creare un contratto che dovrà dominare gli altri e che prevede l'entrata nel mercato del lavoro con l'apprendistato e una stabilizzazione.

Ci sarà poi un maggiorazione contributiva (aliquota dell'1,4%) sui contratti a termine che l'azienda potrà recuperare, sotto forma di premio di stabilizzazione, se assume il lavoratore a tempo indeterminato. Per limitare il fenomeno della successione abusiva di contratti a termine sarà previsto poi l’aumento dell’intervallo temporale tra un contratto e l'altro e verrà eliminato l'obbligo di impugnare il contratto a termine davanti al giudice entro 60 giorni dalla cessazione dello stesso e si ridurrà a 9 mesi il termine entro il quale proporre l'azione in giudizio.

Sui contratti a progetto, invece, sarà introdotto un incremento dell'aliquota contributiva all'Inps, così da proseguire l'avvicinamento alle aliquote previste per il lavoro dipendente (33%).

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il