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Licenziamenti in Riforma Lavoro Monti-Fornero: novità con indennità e ammortizzatori

Le proposte sui licenziamenti del ministro Fornendo: cosa prevedono e novità



Governo e parti sociali sono ottimisti sui confronti che si stanno tenendo sulla riforma Lavoro 2012, sia per quanto riguarda le aperture sull'art.18, sia per quanto riguarda le questioni ammortizzatori sociali, nuove forme contrattuali e mobilità. Ieri il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in un incontro, giudicato tra l'altro 'positivo' dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, ha illustrato a segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la sua proposta sui licenziamenti.

L’idea della Fornero sarebbe quella di far valere il diritto al reintegro nel posto di lavoro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori solo nel caso dei licenziamenti discriminatori. Per quelli per motivi economici dovrebbe essere previsto solo un indennizzo, mentre per quelli disciplinari potrebbe essere il giudice a decidere se il lavoratore debba essere reintegrato o indennizzato, sul modello tedesco.

La Fornero ha parlato, inoltre, di un tetto al risarcimento in caso di reintegro, che dovrebbe essere di 24 mesi e si sta anche valutando come instaurare una procedura d'urgenza per i processi in materia di licenziamento e si valuta anche per i nuovi ammortizzatori l'allungamento del periodo di transizione, che quindi andrà oltre il 2015.

Tutte le procedure di licenziamento individuale verrebbero, comunque, sottoposte al controllo dei sindacati, così come avviene per i licenziamenti economici collettivi in modo da garantire ai lavoratori la possibilità di ricorrere a giudiziarie in caso di abusi e in questo caso, come su accennato, il giudice potrebbe in sede giudiziaria reintegrare il lavoratore immediatamente, così come avviene in Germania.

In discussione poi la nuova assicurazione sociale per l'impiego, Aspi, che dovrebbe sostituire l'attuale mobilità e cassa integrazione ordinaria e che per i lavoratori oltre i 58 anni dovrebbe restare al livello attuale: 36 mensilità, cioè tre anni, garantendo quindi l'avvicinamento per i lavoratori 'anziani' alla pensione.

Nella bozza che il governo aveva inviato ai sindacati l'Aspi si fermava per i lavoratori oltre 58 anni a 18 mensilità. Sulle indennità per i licenziamenti, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, la proposta sarebbe quella di fissare a due miliardi le risorse aggiuntive a carico del governo per il 2012 e il 2013, per fronteggiare l'emergenza.

Dal 2014 andrebbe a regime la cassa integrazione ordinaria e l'indennità di disoccupazione, la prima finanziata dalle imprese, come accade già ora, la seconda allungata da un anno a 18 mesi e i sei mesi in più, che potrebbero costare in tutto 3 miliardi, verrebbero coperti per due miliardi dal governo, forse provenienti dalla riforma delle pensioni, e per un miliardo dall'aumento dei contributi attuali a carico delle imprese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il