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Legge Agcom: oscurare siti web è solo parere di Valerio Onida per Confindustria

Il parere di Onida sull’oscuramento dei siti: situazione e tempi



L’Agcom diventa sempre più ferrea per combattere la pirateria online. L’ultima novità in ordine di arrivo riguarda la delibera Agcom 1 (688/2010) che prevede la possibilità di oscurare per via amministrativa siti web che violano il diritto d'autore e chiama gli Internet Service Provider a svolgere azioni di contrasto alla pirateria e per cui ha chiesto il parere del giurista Valerio Onida.


L’estate scorsa il web e la politica si erano dette decisamente contrarie a questa prospettiva denunciando sia un rischio censura che un difetto costituzionale e si era fermato tutto. Ma ora, dopo le pressioni di Confindustria Cultura Italia che ha sollecitato il coinvolgimento degli ISP nel filtrare siti italiani e esteri che violino il diritto d'autore, il parere di Onida è diventato pubblico.

Il giurista, nel suo scritto del 27 ottobre 2011, sostiene, infatti, la legittimità, per un’autorità amministrativa, di oscurare siti internet responsabili di violazione sistematica del diritto d'autore.

Inoltre, secondo l’avvocato gli Isp devono impedire ai propri clienti di accedere a tali siti, anche se si trovano all'estero. Se il potere di oscurare il sito sarà confermato, il rischio di falsi positivi si estenderà anche a quelli esteri e si rischia che verrebbero di incaricare i provider del ruolo di poliziotti della Rete, obbligandoli ad analizzare il traffico internet.

Le associazioni di categoria si dicono preoccupate dall'uso del parere di Onida, perchè la loro argomentazione principale contro la delibera finora era stata che un’Autorità amministrativa non poteva arrogarsi dei poteri che spettano solo all'autorità giudiziaria. 

Ma ci si chiede: come mai il documento di Onida è stato reso noto solo ora, considerando che è datato del 27 ottobre 2011, precedente quindi alle due sentenze della Corte Ue su diritto d’autore e ruolo degli Isp. Ricordiamolo le due sentenze riportavano una l’incompatibilità con l’ordinamento europeo di sistemi di filtraggio dell’accesso a internet, del 24 novembre 2011; e l’altra che è contrario al Diritto Ue imporre agli hosting provider sistemi di filtraggio per prevenire il downloading illegale. 

In realtà, il parere dell’ex presidente della Corte Costituzionale Onida, non è stato richiesto da Agcom, ma, come sopra accennato, da Confindustria Cultura Italia. E’ stata subito, però, la stessa Confindustria Cultura Italia a diffondere il parere e a chiedere all’Agcom di chiarire, da cui però non è arrivato alcun comunicato stampa e alcuna risposta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il