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Articolo 18: come cambia con indennizzi licenziamenti e esodi anticipati

Accordo sull’art 18: le ipotesi sui cambiamenti



In una riunione-fiume nella sede del governo con Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, il premier Monti è riuscito a mediare tra i partiti della maggioranza e a portare a casa gli accordi cruciali sulla riforma del lavoro e art.18, sul ddl corruzione e sulla responsabilità civile dei magistrati, avviando l'istruttoria dei dossier ‘delicati’ che saranno riaffrontati in una prossima riunione.

Dunque, tipologie contrattuali per l'accesso al mercato del lavoro con una stretta sulla precarietà, riforma degli ammortizzatori sociali con il tentativo di renderli universali e maggiore flessibilità in uscita con la revisione dell'articolo 18: la riforma del mercato del lavoro sulla quale martedì 20 si cercherà l'accordo tra governo e parti sociali si è ormai delineata e punta, come spiegato dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, a creare un ambiente favorevole all'investimento per le imprese e maggiori occasioni di lavoro per i giovani e per chi ha perso il lavoro.

Per quanto riguarda il controverso dibattito sull'articolo 18, il punto di accordo dovrebbe essere la possibilità per i licenziamenti per motivi economici (il cosiddetto giustificato motivo oggettivo) di lasciare al giudice la decisione in caso di licenziamento illegittimo tra il reintegro e l'equo indennizzo.

Il reintegro manterrebbe le regole attuali nel caso di licenziamenti discriminatori, senza giusta causa e senza giustificato motivo soggettivo, cioè motivi attinenti al comportamento del lavoratore. Altra novità riguarda l’Aspi, una nuova forma di assicurazione sociale per l’impiego che arriva al posto dell'indennità di disoccupazione e durerà più a lungo e sarà più alta.

A regime passa dagli 8-12 mesi attuali (12 per gli over 50) ai 12-18 mesi (18 per gli over 55) e avrà un importo più alto (dal 60% attuale al 70% della retribuzione almeno sui primi 1.250 euro di salario con un tetto massimo di 1.119 euro lordi). Previsto giro di vite anche sulla cassa integrazione con la decisione di non prevedere lo strumento in caso di chiusura dello stabilimento.

Inoltre, a tutela dei lavoratori più anziani ma non abbastanza da poter accedere alla pensione con i nuovi requisiti, arriva presso l’Inps il fondo per gli esodi anticipati, che sarà rimpinguato con periodici versamenti dell’azienda. Servirà per gestire gli esuberi dei lavoratori che raggiungeranno i requisiti per il pensionamento nei successivi 4 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il