Gay: matrimonio, mutui casa, assistenza in ospedale. Cosa cambia con sentenza cassazione Marzo 2012

Coppie gay: si alla vita familiare ma ancora lontani dalle tutele della legge



‘Le coppie omosessuali non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero, ma hanno il diritto alla vita familiare e a vivere liberamente una condizione di coppia con la possibilità, in presenza di specifiche situazioni, di un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata'.

Così si è espressa la Corte di Cassazione sui matrimoni gay che è vero che non potranno essere celebrati, ma per le cui coppie la Cassazione chiede una legge che apra loro nuovi spiragli al riconoscimento dei normali di riti di coppia.

La Cassazione si è espressa al termine di un caso giudiziario avviato da una coppia gay della provincia di Roma che si era sposata all'Aja, in Olanda, e chiedeva la trascrizione dell'atto di nozze in Italia. Ma la richiesta è stata respinta dalla prima sezione civile della Cassazione che ha stabilito però che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero.

L’Arcigay ha definito ‘storica’ la sentenza della Cassazione che, sottolinea il presidente nazionale Paolo Patanè, “ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali”. E reazioni positive sono arrivate anche dal mondo politico: per il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova “Le coppie di fatto per la Cassazione hanno diritto a un trattamento omogeneo alle coppie coniugate”.

Ma in realtà, poi, la legge italiana non prevede tutele a sostegno delle coppie gay: per lo Stato e la burocrazia italiana le coppe gay, con o senza figli, non esistono di fatto, tanto da essere non contemplati sul fronte patrimonio, assistenza in ospedale, mutuo per una casa, o addirittura dell'affido di un figlio.

Quello dell'assistenza sanitaria, per esempio, è uno dei settori dove il non essere sposati, e dunque non avere vincoli di parentela, crea più problemi, perché la legge prevede che accanto al letto di un ammalato, per assistenza o per dare o negare un consenso, ci possono essere soltanto persone legate da vincolo matrimoniale o di stretta parentela.

Esclusi dunque i conviventi, sia eterosessuali, che gay. Problemi anche sulla casa: si può cointestare un appartamento, si può lasciare scritto che l'erede di quel bene è il proprio compagno o la propria compagna, ma in assenza di una vincolo preciso nulla è garantito.

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di Marianna Quatraro pubblicato il